L’antica pazienza

Tu che conosci l’antica pazienza
di sciogliere ogni nodo della corda
e allevi un pioppo zingaro venuto
a crescere nel coccio dei garofani,
lascia ch’io senta in te, come la sorda
nenia del mare dentro la conchiglia,
la voce della casa che il perduto
tempo ha ridotto in cenere.
Ma è cenere di pane scuro, sacro,
– quello che alimentavi col tuo soffio
nel forno buio della guerra – e reca
imperitura in sé la filigrana
dei tuoi ciliegi dilaniati.
L’allegria rialza la sua cresta
di galletto sui borghi desolati,
come il lillà che ti cresce alle spalle
passo a passo, baluardo sul massacro.
Raccogli ancora e sempre il pigolante
nido abbattuto dal vento di marzo
e ripara le falle della chiglia.
Nessuno è senza casa se l’attende
a sera la tua voce di conchiglia.

MARIA LUISA SPAZIANI

Published in: on giugno 11, 2016 at 07:41  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. Poetessa per me speciale
    Grazie Max!
    Tinti

  2. Semplicemente stupenda.Vito-sassari.

    • Grazie Vito per la tua visita al Cantiere, torna spesso a trovarci!
      Max (blogmaster)

  3. Lirica di grande intensità poetica!

    ggc


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