Cos’è?

C’è una urgenza che pigia.
Circoscrivo l’intorno
traboccante di schiere
di ninnoli rotti, di baci tarpati.
Avvicino le aste al compasso
faccio qui l’orizzonte.
Sciorino il bisogno
ora amorfa, secca placenta
d’involucro di germe
che lusinga e ributta.

C’è paura
a braccia conserte
come se la cima
dell’albero maestro
si perdesse in bruma
l’onda dolce che appare
fosse schiuma.

Buttarsi dentro
a capriola invece
nel “non so”
salvare anche solo
un ramo dell’albero
e carpire al buio
una fiaccola
che mi porgi.

Raccogliere
insieme cocci
in slancio
mormorare confessioni
anche tra vetri
un poco appannati
ché il tedio della solitudine
abbranca l’anima.

Inabissarsi
all’imperfetto
di un eravamo armonico,
stretti al filo d’Arianna
che porta al profondo
che non conosce distanze
o scatole chiuse
e parlare di cuore
dal cuore.

Tinti Baldini e Flavio Zago

Published in: on giugno 13, 2016 at 07:03  Comments (1)  

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  1. Grazie Max!
    Tinti


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