Le gabbie d’oro

Solo per noi,
 
la gabbia dorata:
 
al tramonto il cielo
la sa lunga, mentre incombe
la prova per cui
siamo.

          Impotente la nostra
intelligenza assiste, cinica
nel suo incanto, scorrere
lento il tempo del pianeta
azzurro:
incredibile insieme
meravigliose specie diversissime
non si sa quanto e quante,
obbligate compagne di viaggio,
tutte innocenti, tranne una:
 
l’uomo
peggior nemico
di tutte, compresa la propria, opprime
oltre le altre
(comunicanti tra loro)
con guerre ed egoismi,
proprii simili umani così diversi,
così uguali . . .
“Autodistruzione atomica”
se non ci accomuniamo incalza.
 
Già abbondano i disastri
dall’infocato màgma nucleo interno,
dal clima e dall’estremo cosmo
catastrofici impatti, epidemie . . .
 
Decadentismo d’uomo vecchio,
senza chimera più di sesso,
incentivo solenne che ti toglie la vita.
Senza pene non si vive,
non supportati dalla fede
dell’infinito.
 
Sarà forse il “peccato
originale”, la parentesi chiusa:
sulle nostre tombe
ormai scomparse.
Torniamo a proseguire il nostro
viaggio, contìnuo
. . .
nelle gabbie d’oro.

Paolo Santangelo

Published in: on settembre 24, 2016 at 07:29  Lascia un commento  

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