Crescita d’amore

LOVE’S GROWTH

I scarce believe my love to be so pure
As I had thought it was,
Because it doth endure
Vicissitude, and season, as the grass;
Methinks I lied all winter, when I swore
My love was infinite, if spring make it more.

But if this medicine, love, which cures all sorrow
With more, not only be no quintessence,
But mix’d of all stuffs, vexing soul, or sense,
And of the sun his active vigour borrow,
Love’s not so pure, and abstract as they use
To say, which have no mistress but their Muse;
But as all else, being elemented too,
Love sometimes would contemplate, sometimes do.

And yet no greater, but more eminent,
Love by the spring is grown;
As in the firmament
Stars by the sun are not enlarged, but shown,
Gentle love deeds, as blossoms on a bough,
From love’s awakened root do bud out now.

If, as in water stirr’d more circles be
Produced by one, love such additions take,
Those like so many spheres but one heaven make,
For they are all concentric unto thee;
And though each spring do add to love new heat,
As princes do in times of action get
New taxes, and remit them not in peace,
No winter shall abate this spring’s increase.

§

Credo appena il mio amore così puro
come l’avevo pensato
se, come l’erba, dura
vicissitudine e stagione.
Dunque tutto l’inverno mentii, quando giuravo
il mio amore infinito, se cresce a primavera.

Ma se amore, questa medicina
che cura ogni dolore con dolore maggiore,
non è la quintessenza ma, di più,
misto è di tutto, pena d’anima o senso,
e dal sole prende il suo vigore,
non è amore così puro né astratto
come dicono quelli che non hanno altro amore
che la Musa. Ma, come ogni altra cosa
composta di elementi, amore a volte vuole
contemplare, altre fare.

Eppure più eminente, non maggiore,
l’amore è divenuto a primavera.
Come nel firmamento il sole svela,
non dilata, le stelle,
gentili atti d’amore, come bocci sul ramo,
gemmano alla radice ridesta dell’amore.

Se (come in acqua smossa molti circoli
produce il primo) amore
riceve tali moltiplicazioni,
queste, come altrettante sfere, fanno un solo
cielo, poiché son tutte a te concentriche.

E sebbene ogni aprile aggiunga nuovo
fuoco all’amore, al modo di quei principi
che esigono nel tempo dell’azione
nuovi tributi, senza abrogarli in pace,
così nessun inverno gelerà
la crescita d’aprile dell’amore.

JOHN DONNE

Published in: on ottobre 1, 2016 at 07:46  Comments (1)  

Migranti pensieri

migranti-pensieri

Dorme il giorno,

mentre in cielo, unitamente ai pensieri

pasce bianca la luna.

 

Chissà, se riusciremo a conservare

sotto la cenere la poca brace.

Che se ne dica,

come passeri in cerca di miglio

la terra, ci vedrà stornare.

 

Se affondo le dita nel miele

insieme a un sorriso

mi regalo una lacrima.

 

Claretta Frau

Published in: on ottobre 1, 2016 at 07:45  Comments (1)  

Non è peccato amare

Ora vieni a trovarmi anche nei sogni
coi vestiti di velo nella stanza
le tue mani mi sfiorano
con il fruscio carico di vento
che spiega il velo sulla pelle nuda
nella solitudine del cuore.
Ti prego resta, accendi
col tuo sapore dolce
un po’ di sogni.
Non è peccato amare!
Che colpa ha l’amore
se vive le virtù di compromessi,
prolifica nei campi
tracciati dalla incompetenza
della ragione,
resiste anche nei lager
aggrappato soltanto
a una parola dolce o a un sorriso.
Cecato da aberranti meraviglie
che offrono lo sfarzo
riluttante si piega, ma non muore.
L’amore è magazzino di dolore.
Non senti come inzuppa
le pieghe del cuscino
con le lacrime mute?
Trova rifugio fuori
all’altezza di sogni
dove non arrivano i soprusi
perché non hanno ali per volare.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on ottobre 1, 2016 at 07:43  Comments (4)  

148 secondi

A quell’ora della notte

si sono spente le stelle

la luna è venuta giù

e non è esistito più niente

A quell’ora della notte

solo calcinacci e mattoni

polvere e terrore

buio assoluto

lamenti e dolore

A quell’ora della notte

Dio dormiva

sorella morte

se n’è approfittata

ghignando beffarda

sprezzante ha ucciso

mio padre e mia madre

e la mia fidanzata

Ora siamo solo noi due

a guardarci negli occhi

tu che mi lecchi la mano

io ti accarezzo piangendo

tu che guaisci spaventato

io che ti abbraccio soffrendo

Resta questo d’amore

tu ed io e nessun altro

il resto è polvere

e ancora dolore

Resta solo questa di vita da raccogliere

niente più case

niente più ricordi

troppo lontani

troppo confusi ormai

A quell’ora della notte

se domani anche tu dovrai andar via

verrò anch’io con te

e così sia.

 

Sandro Orlandi

Published in: on ottobre 1, 2016 at 07:32  Comments (8)  

Mi sei

Mi sei accanto
Mi sfiori
E mi scaldi
Da quel freddo
Di ossa che mi prende
All’alba
Sei compagna di buio
E sogni
D’incubi e di vezzi
Sei pensiero
di esserci
Ancora
Di godere sempre
E non lasciare giochi
E fantasie
Speranza e amore
E mi fai ridere
Anche della morte

Tinti Baldini

Published in: on ottobre 1, 2016 at 07:00  Comments (5)