Nella belletta

Nella belletta i giunchi hanno l’odore
delle persiche mézze e delle rose
passe, del miele guasto e della morte.
Or tutta la palude è come un fiore
lutulento che il sol d’agosto cuoce,
con non so che dolcigna afa di morte.
Ammutisce la rana, se m’appresso.
Le bolle d’aria salgono in silenzio.

GABRIELE D’ANNUNZIO

Published in: on ottobre 2, 2016 at 07:41  Comments (1)  

Paesaggi montani

Vedo nel cielo nubi che corrono
sfrangiate dal vento come scialli  
di vedove sempre in attesa.

Ascolto il canto di nevi che sciolgono
torrenti festanti rombanti di tuono
e l’acqua che corre del colore del ghiaccio.

Sento prati di menta,
il muschio del bosco, i rami caduti,
l’odore dei funghi, la terra muffosa.

Tocco sassi che sanno di mare
conchiglie sepolte in millenni di storia
di quando i monti salirono al cielo.

Non è tempo perso
Il tempo che serve a imparare a gustare.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 2, 2016 at 07:26  Comments (3)  

La forza dei pochi

Si tratta di una storia ripetuta
ossessiva-mente…

fondo di luna intrappolato nel bicchiere…

la solitudine delle maggioranze…

discrepanza di gregge
pronto alla mattanza…

amo i pochi che non cambiano
amo i pochi che non cambiano
strade assolate
                        tribù dimenticate…

occhio di bestia
che supera il recinto
luce di verdi oceani
diretti agli orizzonti remoti
di bellezza e grazia
                     di bellezza e grazia…

la voluttà degli amplessi marini
mareggiare lento e dolce…lento e dolce…
la forza dei pochi che scelgono lune bianche
scure
         dune
                  di quiete
                                ossessiva-mente…
la forza dei soliloqui
la forza del solstizio
la forza dei soli e pochi…soli e pochi…

scelgo la direzione del vento e delle carovane
scelgo la mia appartenenza
minoranze
minoranze
minoranze
canto di bellezza e grazia…

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 2, 2016 at 07:17  Lascia un commento  

Il ricordo

Io so che verrà
quel vento di promesse mancate
a bussare al mio spesso portone,
porterà il richiamo del gufo
e un agitare di fitta foresta,
battendo forte sui vetri
il suo crudele martello d’autunno.
Sarà una notte di echi e sospiri,
di cigolìi e latrati lontani
che raggiungerà improvvisa
il mio secco giaciglio,
posandomi fredda la mano
su questi increduli occhi.
E nel silenzio di questa stanza oscura
giungerà dolce come una luce,
lento a trafiggermi il cuore
quel ricordo di un’altra vita,
così bella da sembrare vera.

Fabio Sangiorgio

Published in: on ottobre 2, 2016 at 07:12  Comments (2)  

Ascoltami

.
Ascoltami

… non ho cornici da impiallicciar ricordi
non ho duri cartoncini sopraffini per trattener vetri da infrangere
nell’attimo di gloria
ascolta
non ho una fotografia da ritagliar in mille pezzi con le forbici di mamma
per ricomporre tra un secolo già dietro ai suoi millànni
pàzol di memorie lise più del fondo dei blùgìns di James Dean
ascolta
non ho uno schermo nero da riempire di colori
ho soltanto una visione da mettere in cornice
prima ancora che s’infiltri tra i ricordi
l’immagine e la storia
non ho mani norvegesi che sappian disperder le parole dentro i fiordi
non una Pentax-Canòn da fissare sulle finestre aperte alle capanne
o porte spalancate sul buio nulla che quando tira il vento fan dìn dìn
no, guarda ascolta
non ho tempo per te

Enrico Tartagni

Published in: on ottobre 2, 2016 at 07:07  Lascia un commento