Il ciclone

Il cielo
non più terso
di nubi
è nero
come tempesta
incombe il vento
di sibilisussurri
e saetta – ciclone
a rombotuono
inaudita violenza
sulle case, persone,
alberi e quant’altro,
strappati all’àlvo
da attonitopugno
rotante d’incontrollato
stupido Tsunami
coniugando a sponsali
il niente e il tutto.

L’uomo,
meschino,
invoca Iddio
suo e dei suoi padri –
– urla, si dispera:
per causa propria,
– e per colpa d’altri…


Ma è troppo tardi
piangere e pregare.

Paolo Santangelo

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Published in: on ottobre 4, 2016 at 07:49  Comments (1)  

Mare rosso

Papaveri tra spighe
rosseggiano vivi
parlano di torride
estati dorate
basta guardarli
e il miracolo s’avvera
un tuffo nel rosso mare
senti carezze di petali
e ti lasci andare
rosse lacrime
segnano il tuo volto
leggero il pianto
nel molle rosso mare…

Antonietta Ursitti

Published in: on ottobre 4, 2016 at 07:46  Comments (2)  

Errabondo

Entrai di corsa
e tutti risero.
Tranne le sedie. il tavolo,
le tende, i gatti, il tappeto,
le pareti, il camino.
Allora uscii,
lentamente
raccolsi il mio cuore
e mi allontanai

Marcello Plavier

Published in: on ottobre 4, 2016 at 07:44  Comments (1)  

Dopo una pioggia

NACH EINEM REGEN

Sieh, der Himmel wird blau:
die Schwalben jagen sich
wie Fische über den nassen Birken.
Und du willst weinen?

In deiner Seele werden bald
die blanken Bäume und blauen Vögel
Ein goldenes Bild sein.
Und du weinst?

Mit meinen Augen
seh ich in deinen
zwei kleine Sonnen.

Und du lächelst.

§

Vedi, il cielo torna azzurro
e le rondini s’inseguono
come pesci sulle umide betulle.
E tu vuoi piangere?

Presto ti saranno nell’anima
gli uccelli blu, gli alberi dilavati
un’immagine d’oro.
E tu piangi?

Vedo con i miei occhi
nei tuoi
piccoli soli.
E tu sorridi.

RICHARD DEHMEL

Published in: on ottobre 4, 2016 at 07:24  Comments (2)  

Aspetterò il sole

.
Ho buttato nel greto di un fiume
le antiche mie ali della salvezza. 
Eran consunte, fin troppo pesanti 
per cieli che ora sono severi

In questa cruenta realtà 
le nuvole nere e rabbiose
han tolto speranza al tuo volo 
di pace e dolcezza sognato 
 
Ma, io, non amavo la vita? 
Le forme, i colori, i dritti e i rovesci 
che, me consenziente, lei stabiliva? 
Dio, come si cambia… 
 
La nostra natura ci porta a sperare 
e nel cambiamento dover camminare. 
riprendi le ali che inzuppate ora sono 
e lasciale al sole per farle asciugare 
 
Ascolto la voce di chi mi vuol bene, 
ripesco le ali e all’istante le indosso. 
Mi piego, mi sdraio sulla riva del fiume
e, dopo un suo bacio, aspetterò il sole
 .
Aurelio Zucchi e Patrizia Mezzogori
Published in: on ottobre 4, 2016 at 07:15  Comments (1)