Il ciclone

Il cielo
non più terso
di nubi
è nero
come tempesta
incombe il vento
di sibilisussurri
e saetta – ciclone
a rombotuono
inaudita violenza
sulle case, persone,
alberi e quant’altro,
strappati all’àlvo
da attonitopugno
rotante d’incontrollato
stupido Tsunami
coniugando a sponsali
il niente e il tutto.

L’uomo,
meschino,
invoca Iddio
suo e dei suoi padri –
– urla, si dispera:
per causa propria,
– e per colpa d’altri…


Ma è troppo tardi
piangere e pregare.

Paolo Santangelo

Published in: on ottobre 4, 2016 at 07:49  Comments (1)  

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One CommentLascia un commento

  1. Molto bella Paolo, ben congegnato in poesia questo insolito evento naturale.
    E’ vero! Ci disperiamo, preghiamo, inveiamo contro che ci ha portato a queste manifestazioni di una terra inquinata, senza poi fare niente e riprendere, a volte inconsciamente, a volte no, ad inquinarla…è vero anche che forse è già troppo tardi per tornare indietro.
    Complimenti!
    Alberto B.


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