Li ‘ffigliole

figliole

Li ‘ffigliole che n’hanno ammore
songo nave senza la vela,
so’ lanterne senza cannela,
songo cuorpe senza lu core,
li ‘ffigliole che n’hanno ammore.
Li ‘ffigliole che n’hanno amante,
so’ comm’arvole senza frutte,
so’ turreno sicco ed asciutte
che non fanno sciure né chiante,
li ‘ffigliole che n’hanno amante.
Li ‘ffigliole che n’hanno amice
sanno poco che cosa è bene,
quanno po’ la vecchiezza vene
s’asciarranno triste e ‘nfelice,
li ‘ffigliole che n’hanno amice.
Zetelluccie belle e cianciose
mò gustate ca tiempo avite,
mò che tennere e fresche site,
tiempo ‘e cogliere mò li rose,
zetelluccie belle e cianciose.
Lu pacchiano ca beve e sciacqua
va ‘nforrato de stoppa e llino,
ma se aguanno non se fa vino
se la face ‘na panza d’acqua,
lu pacchiano ca beve e sciacqua.

ANONIMO CILENTANO

Published in: on ottobre 5, 2016 at 07:38  Lascia un commento  

Sera

Salire

sul sentiero

sassoso      

sciogliendo 

sottili solitudini    

su seducenti        

silenzi.       

Sulle scarpate

solari

spuntano    

soffici soffioni     

solitarie starne     

svolazzano 

sullo stagno.

Stendo       

sogni sopiti 

su siepi steccute  

sospirando

sul seno

smarrite sinfonie.

 

Graziella Cappelli

Published in: on ottobre 5, 2016 at 07:34  Comments (7)  

Siamo stati qui

Non chiede sforzi la poesia dell’amarti.
E del lasciarti
quando la smorfia è spina di alloro
ortica e sterpo.
Non chiede sforzi usare il tuo nome
dirti bella, nella tua verità più rabbiosa
e il disincanto
che viene quando muore di sera la ragazza
e nasce un dio notturno spiumato.
Nulla chiede
dell’eleganza fine ai poeti, non il vanto
la rima o la preghiera dei monaci.
Ma il pianto
l’essenza di quel mare d’averti avuta accanto
il privilegio e il gusto di darti queste mani
e lingua come unguento ai tuoi giorni.
Nulla chiede
di certe seduzioni passate, acrobazie
o genitali in cerca d’amore.
Solo il fiato, per far le scale a poca insalata
del buon vino; che più ci faccia ridere
di quello che ora siamo
di quanto abbiamo fatto di buono, oppure meno.

Qualcuno giurerà fosse un’ombra
un uccellaccio
qualcosa ch’era un attimo fa
volato via.

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 5, 2016 at 07:30  Comments (1)  

Lascia scorrere il tempo

Lascia scorrere il tempo nel suo letto
come fiume che a nessuno bada,
lascialo seguire la sua strada,
ché non lo puoi tenere in un cassetto.

Lascia volar la rondine sul tetto
bada solamente che non cada.
Lascia andar per l’aria la sciarada,
che si risolva, o dissolva di netto.

La scelta d’ogni azione va pesata,
scrutandone giustezza, pro, e contro,
in modo che sia alfin la più sensata.

E pure aperta sia a un compromesso
ond’evitare insensato scontro,
ma a prepotenze mai non lasci accesso.

Armando Bettozzi

Published in: on ottobre 5, 2016 at 07:25  Comments (1)  

Alessandrini in distici

Con occhi di brace    fissava il vuoto;

l’aurea di luce    veniva dal vuoto.

Sentiva i pensieri    di tutto il mondo:

chiudeva gli occhi    come soffrendo

quando la mia ansia    come una marea

in un’elettricità    sfiniva la linea.

Allora la sua aurea    di color rosa

con raggi al quarzo    si faceva rossa;

il capo reclinato    come in preghiera

avvertiva il peso    della mia sfera.

Ho voluto il suo sguardo    puro più del cuore

paesaggio di viole    per sempre amore.

Ali di anice    come cappella

riversò su di me    la vita bella:

pepite d’oro    come l’orgasmo

dalle ali sottili    nel mio organismo;

passione in vena    e occhi di stella;

muscoli turgidi    e pelle bella.

Alzai le braccia    e dalle mia dita

schizzò la bramosia    di tutta una vita.     

 

Giancarlo Giudice

Published in: on ottobre 5, 2016 at 07:08  Lascia un commento