Alessandrini in distici

Con occhi di brace    fissava il vuoto;

l’aurea di luce    veniva dal vuoto.

Sentiva i pensieri    di tutto il mondo:

chiudeva gli occhi    come soffrendo

quando la mia ansia    come una marea

in un’elettricità    sfiniva la linea.

Allora la sua aurea    di color rosa

con raggi al quarzo    si faceva rossa;

il capo reclinato    come in preghiera

avvertiva il peso    della mia sfera.

Ho voluto il suo sguardo    puro più del cuore

paesaggio di viole    per sempre amore.

Ali di anice    come cappella

riversò su di me    la vita bella:

pepite d’oro    come l’orgasmo

dalle ali sottili    nel mio organismo;

passione in vena    e occhi di stella;

muscoli turgidi    e pelle bella.

Alzai le braccia    e dalle mia dita

schizzò la bramosia    di tutta una vita.     

 

Giancarlo Giudice

Published in: on ottobre 5, 2016 at 07:08  Lascia un commento  

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