E’ troppo tardi ormai

ecco che

la tua immagine è pulita

i personaggi che indossavi

sono caduti

su una buccia di banana

 

mi sono indurito

e il tuo pianto

non mi turba affatto

è troppo tardi ormai:

quello che mi offri

sono briciole di promesse

sopra parole di ghiaccio

che il sole della verità

scioglie col suo primo raggio

 

scusa il mio silenzio

sono impenetrabile all’amore

il tuo nome solare

è dietro l’ombra della parola

e il tuo volto

è specchio senza memoria

 

vuoto è il mio cuore

e non voglio riempirlo di niente

Giovanni De Simone

Published in: on ottobre 9, 2016 at 07:30  Comments (12)  

Danessunluogo

1.

Danessunluogo è il paradiso,
la beata trasparenza,
dove nessuno è brutto,
dove nessuno è bello,

il dolcissimo nulla,
l’eterno lieve spirare,
la grande porta alla luce
che tu non potrai guardare.

Eppure nella mia vita
turbina in me qualcosa,
che un giorno imputridirà,
che il vento disperderà

e io, io cambiato,
io, domandare appagato,
vado dove non sono più giorni,
dove volvono eterne ruote.

2.

Povero soldato nel buio
con occhi meravigliati,
giacenti sopra la terra,
che come un fucile lo serra.

Da dovunque (danessunluogo?)
dalla vita vulnerata
zampilla il suo pudore,
il suo rosso dolore.

È la terra che fa sangue
e lui di sangue la feconda,
simile ad un amante,
che la gloria riempia di sé,

gloria di tutti i morti,
loro gloria viva,
sensibile come odorato,
come canto che sia cantato.

3.

Chi il petto ci guarirà,
chi il brutto renderà bello,
chi annullerà la Bilancia
per la frenetica danza,

da dovunque, danessunluogo,
fino al segnale della fine,
fino alla nostra quiete eterna
nella luce senza lucerna?

Domandalo alla madre.
Domandalo all’acqua di gelo,
che rapida scorre,
che rapida corre,

nei suoi gorghi a turbinare
e al pane li va a portare.
Domandalo alla tua inquieta
attesa – e al poeta.

JIŘÍ ORTEN

Published in: on ottobre 9, 2016 at 07:25  Comments (2)  

Quattro passi

In quel largo quadrato

mi ritrovo

ogni mattina

alla stessa ora

a meditar da solo

idee strane e confuse

e dell’alba che nasce

a mirar con estasi

i primi moti

Passeggio su e giù

una due tre volte…

e a chi sa quanti

parrò strano io

per la mia giovane età

ornata di speranze

che immancabilmente

ogni dì mi trovo

in quel quadrato

a far quattro passi

con me stesso!

 

Gavino Puggioni

Published in: on ottobre 9, 2016 at 07:13  Comments (2)  

Cammini

Ad uno ad uno
Ce ne andremo
Per probabili
Cieli sconosciuti,
Ma le tracce indelebili
Del nostro amore
Segneranno
Altri cammini.
Cosi quando
Qualcuno calpesterà
Ancora le nostre orme,
Noi ci saremo
Nell’ amore che si rinnova
Sempre.

Piera Grosso

Published in: on ottobre 9, 2016 at 07:12  Comments (4)  

Sommelier della poesia

Di una canzone assaporo la poesia

bevendo goccia a goccia le parole

centellino le sillabe

ne gusto l’armonia;

 

schiocco la lingua sulla tessitura

nell’alternanza di dolce ed amaro

così da coglierne ritmo e sfumatura

dosati in un bouquet di sensazioni

tali da far esploder le emozioni.

 

Ebbra non resta che prender commiato

chiedendo scusa a Bacco ed Erato.

 

Viviana Santandrea

Published in: on ottobre 9, 2016 at 07:03  Comments (5)