Il tempo…perduto

Lo cerco dappertutto
il tempo ch’è passato.
Ché non l’ho più trovato
talmente ero distratto.

Il “tempo fa”… il “c’era”…
son scivolati via
e or non so ove sia
quell’anno…o il giorno…o l’ora…

Cercarlo, sì, ma dove
se non so più nemmeno
se tristo, era, o sereno…
se lungo, oppure breve…

E pur se lo trovassi
che cosa ne farei?
Ma sì…ci riempirei
i vuoti…con gli omessi…

Farei quel che non feci
per cari e per amici.
Per tante male cose
ne chiederei le scuse,
direi quel che non dissi
bloccato dalle impasse,
scancellerei le offese
ne caverei sorrisi,
darei tanto più amore
e ne trarrei piacere
senza ostentar superbia
nè essere caparbio,
dividerei il sentire
con la persona cara
senza chiusure a riccio
co’ un carezzoso abbraccio.
Me ne starei più in pace.
Sarei un po’ più felice.

Armando Bettozzi

Published in: on ottobre 15, 2016 at 07:36  Comments (1)  

San Nicola Arcella

Mormorano le acque

a picco sul versante

tra l’orizzonte che si apre

al confine dei miei occhi.

L’immenso mi investe

lo splendore mi avvolge

mentre i colori si spandono

si fondono

armoniosamente

in un tramonto

di fuoco.

 

Rosy Giglio

Published in: on ottobre 15, 2016 at 07:34  Comments (5)  

Olivo

Mi rapisce

la tua

bellezza

in fulgore

di foglie.

Sono

il tuo quieto

dolore

nascosto

nel tronco

ingobbito.

 

Graziella Cappelli

Published in: on ottobre 15, 2016 at 07:33  Comments (4)  

Le cose che non sai

Non c’è poesia né musica, la meglio scritta mai
che possa ripagarmi di una carezza tua
dell’ode al seno verso le undici
che fai
quando stravolta casa e giornata
lasci un po’, che tutto sia domani o quell’altro.
No, non c’è
non c’è parola santa che valga un dito tuo
nell’atto di scostarmi i capelli, e dire
– ciao, non ti preoccupare per me
ho vissuto già
il giallo d’Indonesia e le povere virtù
le stelle a precipizio tra gli inguini
e il Mistral.
Non c’è dialetto al mondo che per la bocca tua
diventi una tovaglia di Fiandra
un lupo, un Dio.
E a nulla vale tutto ‘sto scrivere di te
senza desiderarti qui almeno per un po’
senza voler sparire nella vagina tua
riemergere più pesce che uomo
e fare Olè!
che bello è stato viverti, ma forse già lo sai.

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 15, 2016 at 07:30  Comments (2)  

Ci fu un tempo

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WAS THERE A TIME

Was there a time when dancers with their fiddles
In children’s circuses could stay their troubles?
There was a time they could cry over books,
But time has sent its maggot on their track.
Under the arc of the sky they are unsafe.
What’s never known is safest in this life.
Under the skysigns they who have no arms
have cleanest hands, and, as the heartless ghost
Alone’s unhurt, so the blind man sees best.

§

Ci fu un tempo che i funamboli con i loro violini
Nei circhi dei bambini potevano frenarne i turbamenti?
Ci fu un tempo che potevano piangere sui libri,
Ma il tempo ha posto il verme sul loro sentiero.
Sotto l’arco del cielo essi non sono al sicuro.
Ciò che rimane ignoto in questa vita è più sicuro.
Sotto i segni del cielo chi è privo di braccia
Ha le mani più nette, e, come il fantasma senza cuore
È il solo illeso, il cieco vede meglio.

DYLAN MARLAIS THOMAS

Published in: on ottobre 15, 2016 at 07:04  Comments (1)