La parola si agita a…

.

sulla scena dello spazio chiuso

l’attore ha la mia faccia

ma non recita

le labbra chiuse

dischiudono un motivo arrugginito

che si alza nel silenzio

come un’architettura di suoni

echi di gomma

rimbalzano sulla pietra dell’anima

in guardare senza tempo

sospeso

tra l’indifferenza e la negazione

a poco a poco

il pensiero si sfoglia in sospiri

e la parola

si agita su e giù

a sciogliere

il fiume del linguaggio

ma tu

hai le orecchie turate

.

Giovanni De Simone

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Published in: on ottobre 18, 2016 at 07:36  Comments (7)  

Canto della mia nudità

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Guardami: sono nuda. Dall’inquieto
languore della mia capigliatura
alla tensione snella del mio piede,
io sono tutta una magrezza acerba
inguainata in un color avorio.
Guarda: pallida è la carne mia.
Si direbbe che il sangue non vi scorra.
Rosso non ne traspare. Solo un languido
palpito azzurrino sfuma in mezzo al petto.
Vedi come incavato ho il ventre. Incerta
è la curva dei fianchi, ma i ginocchi
e le caviglie e tutte le giunture,
ho scarne e salde come un puro sangue.
Oggi, m’inarco nuda, nel nitore
del bagno bianco e m’inarcherò nuda
domani sopra un letto, se qualcuno
mi prenderà. E un giorno nuda, sola,
stesa supina sotto troppa terra,
starò, quando la morte avrà chiamato.

ANTONIA POZZI

Published in: on ottobre 18, 2016 at 07:29  Comments (6)  

Le amiche del Sud

Le amiche del Sud
Sono fantastiche,
Le migliori.
Generose e sincere,
Forti e sensibili,
Guardano la vita
In un altro modo,
Con serietà leggera
E coraggio.
Le amiche del Sud
Sono speciali.
Sono capaci di amare,
Si donano senza limiti,
Senza dubbi, conscie
Del posto che occupano
Nel creato.
Le amiche del Sud
Lavorano moltissimo,
Senza lamentarsi mai,
Anzi in silenzio,
Sempre sorridenti,
Con i loro occhi profondi,
Come la terra incantata
Dove sono nate,
Piena di mare, sole, cielo.
Le mie amiche
Del Sud hanno storie difficili,
Ma le sanno vivere bene,
Non chiedono nulla,
Parlano solo a Dio.
Le mie amiche del Sud
Sono proprio incredibili
E io le amo.

Piera Grosso

Published in: on ottobre 18, 2016 at 07:14  Comments (5)  

Vibrando cetre

La poesia rallegra

risveglia sopite menti

dissolve cortine di nebbie

attraversa il consueto andare

vaga oltre i confini

rintocca campane ferme

irrora terreni riarsi

vola oltre il pensiero

risveglia l’ardore

vibrando le cetre

 

Maristella Angeli

Published in: on ottobre 18, 2016 at 07:13  Comments (12)  

La parola

Ed attendi ogni mattina
col cuore in tumulto
una parola per te vitale
mentre per altri è di routine.
Quella parola di cui si abusa
ma che invece racchiude per te
la tua carica interiore
che si affievolisce
man mano che il tempo passa
e tu l’attendi.
È semplice da scrivere o pronunciare.
È il “buongiorno” che ti infonde energia
fino a quando il sole va a dormire.
Poi?
In un lampo l’aspetti di nuovo
ed il ciclo della vita continua il suo corso.

Sandra Greggio

Published in: on ottobre 18, 2016 at 07:07  Comments (5)