35 agosto 2007

Davvero sono un uomo fortunato:

mi stacco in corsa dal carro della vita

e barcollando al centro della strada

mi infilo ignaro in dedali cortesi.

 

Sentite cosa m’è accaduto oggi.

 

Andando per la Via della Speranza,

in un mattino sera e notte insieme,

giunto ch’ero al chilometro duemila,

a destra un folto bosco di scintille,

a manca il lido degli amori azzurri,

mi sono ritrovato steso a riva.

 

Da naufrago che tal vuol rimanere,

ho avuto in dono dalla buona sorte

la condizione di parlar con Dio

e immaginate quindi tutto il resto.

 

Da lì a qualche secolo di pace,

son stato circondato all’improvviso

da stelle e primavere incuriosite

e a loro ho raccontato i sogni miei.

 

Poi, imbambolato e tutto a un tratto

mi son trovato tonto al bel cospetto

del mare contenuto in una goccia,

che mi ha ospitato a lungo nei fondali.

 

Tornato alla mia sponda sbalordito,

ammesso non bastasse l’accaduto,

ho avuto regalata l’emozione

di riabbracciare, come fosse viva, mia madre…

 

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 24, 2016 at 07:30  Lascia un commento  

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