E’ troppo forte il sole

per guardare lontano
strette le pupille
ingigantiscono l’orizzonte
non si vede niente
eppure immagino
litorali approdi
per salvi naufraghi…

Antonietta Ursitti

Published in: on ottobre 25, 2016 at 07:49  Lascia un commento  

E’ mio destino

È mio destino
Non avere nessuno
Davvero vicino
È il mio destino triste
Arrangiare giornate
Fare le telefonate
Per riempire
Lo spazio vuoto
Della casa e del cuore
E aspettare
Aspettare quell’unico
Momento per averlo
Poterlo incontrare
È il mio triste destino
Non star con qualcuno
Accanto a un camino
Tu hai la libertà
Mi dicono ed è vero
Ma tante volte
Sarebbe meglio
Un amore sincero

azzurrabianca

Published in: on ottobre 25, 2016 at 07:23  Comments (3)  

Sul mare

SOBRE EL MAR

No puedo saber las horas
que llevo lejos de ti.

Un sol insistente impide
que el tiempo pase. No llega
la noche nunca. Yo vuelo
bajo una luz que es la muerte,
luz que ronda el mundo tuyo;
luz que si yo no corriera,
tanto como el astro corre,
fuera para mí la aurora.

Dichosa tú, que no tienes
luz constante, tú que gozas
en el alma noche y día.

No sabes lo que es perderse
iluminado e insomne
por el espacio, entre nubes,
sin ser ángel, sin ser ángel.

§

Non posso sapere le ore
che accumulo lungi da te.

Un sole implacabile vieta
che il tempo passi. Non arriva
la notte mai. Io volo
sotto una luce ch’é morte,
luce che accerchia il tuo mondo;
luce che, s’io non corressi
la corsa dell’astro,
sarebbe per me l’aurora.

Felice te, che non hai
luce costante, che godi
notte e giorno nell’anima.

Non sai che cosa é smarrirsi
illuminato e insonne
nello spazio, tra nubi,
senza essere angelo, senza essere angelo.

MANUEL ALTOLAGUIRRE

Published in: on ottobre 25, 2016 at 07:08  Comments (1)  

Universo

Oceanico

presente marino

acquatico universo

ricco suono della natura

che amplifichi il respiro dell’alba

sei languore di gatto che tocchi

lecchi la rena con movenza felina

un moto d’ardore del vento ti anima

mentre resti sotto il piacere del giorno.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 25, 2016 at 06:54  Comments (2)  

Una rosa

rosa-nel-bicchiere2

Vedete com’è rigido il fiore nel bicchiere?
non sa che ci vorranno le notti
l’acqua sporca; satelliti su Marte
e vulcani a fare fumo.
Lui vive l’erezione dei primi, l’ingordigia
la corsa a fare nuda la bocca.
E in quell’istante
attira su di sé le metafore migliori
le ogive dei pianeti che puntano a capire
com’è che dietro un mondo di fame sia successo
che un misto di colori e bellezza sia cresciuto
muovendo gli anatemi dalle macerie, il lutto.
Nella sua essenza fragile racchiude poche cose:
la prima è l’alchimia che fa unire le persone
distribuisce incarichi e istinto
l’orgia santa, del perpetrare vita con poca terra e luce.
E dopo la tenacia con cui pettina il cielo
l’aprirsi come vulva campestre, la sua offerta.
E infine il declinare, ma con dolcezza rara
cedendo una ad una particole leggere
venute trasparenti e poi secche.
Senza grida, né pianti o atrocità da romanzo
torna a casa.

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 25, 2016 at 06:53  Lascia un commento