La paludosa intricata foresta

Dove pendono serpi come liane,
e l’intricato vegetar tra i piedi
-fin oltre su a coprir cielo e orizzonti –
frena, e temerario rende ogni andare.

Dove a lambirti stanno, ingannevoli,
fanghi a succhiarti pronti, e coccodrilli
coll’acquolina a pregustarti intero
compreso tutto…senza scartar niente.

Dove anche le foglie stanno all’erta
in attesa di ghermirti…bramose.
Dove echeggian paurosi, o in falsa festa
suoni per darti il disorientamento.

Dove vaghi stordito e senza meta
col pieno di terrore che attanaglia…
Cogli occhi spenti dalla cecità
di chi, pure, ha paura di vedere.

Così m’appari, Italia, e sono sveglio,
non sono “fatto”, non ce n’è bisogno.
Che tale sensazione allucinata
sa darmela ancor meglio la realtà.

Da cui rifuggo, nella mia impotenza,
e scappo da tranelli e da pastoie,
da intrighi, e mille altre insicurezze
per darmi più decoro e più certezza.

Armando Bettozzi

Published in: on ottobre 26, 2016 at 07:07  Lascia un commento  

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