I pezzetti

Giorno di festa e suono di campane
qualche anno in meno e meno rughe in fronte
quant’è pesante guadagnarsi il pane
e com’é fresca l’acqua della fonte.
Ma a te bastava un secchio alla cisterna,
che raccoglieva quel che il cielo dava,
quei solchi rossi al lume di lanterna,
la brina che le piante dissetava.
E poi gli amici al bar nel dì di festa
tra una bestemmia e tanto fumo e risa
con pochi soldi in tasca e nella testa
tanti pensieri ed una giacca lisa.
E poi quei due pezzetti e un po’ di vino
con qualche pomodoro ed una frisa
tra gli urli degli astanti e di mio zio,
sempre saccente come fosse un dio.
Me lo ricordo con la sigaretta
a tutti una battuta e la spalletta
come per dire: io sono un signore,
ma avea le mani di un agricoltore.

Salvatore Armando Santoro

* I “pezzetti” erano piccoli cubetti di bollito di carne d’asino o cavallo che accompagnavano la mescita del vino nelle vecchie taverne pugliesi d’un tempo.

Published in: on ottobre 27, 2016 at 06:56  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. Trascinante e coinvolgente poesia. Complimenti, anche per ciò che emana.
    Sandro

  2. L’ho letta tutta. Interessante e coinvolgente come dice Sandro. Rosy

  3. Molto bella e molto vera.
    Il Passero


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