Guadagni e perdite

GANANCIAS Y PÉRDIDAS

Vuelvo a mentir con gracia,
me inclino respetuoso ante el espejo
que refleja mi cuello y mi corbata.
Creo que soy ese señor que sale
todos los días a las nueve.
Los dioses están muertos uno a uno en largas filas
de papel y cartón.
No extraño nada, ni siquiera a ti
te extraño. Siento un hueco, pero es fácil
un tambor: piel a los dos lados.
A veces vuelves en la tarde, cuando leo
cosas que tranquilizan: boletines,
el dólar y la libra, los debates
de Naciones Unidas. Me parece
que tu mano me peina. ¡No te extraño!
Sólo cosas menudas de repente me faltan
y quisiera buscarlas: el contento,
y la sonrisa, ese animalito furtivo
que ya no vive entre mis labios.

§

Riprendo a mentire con grazia,
mi chino rispettoso allo specchio
che riflette il mio collo e la cravatta.
Credo d’essere questo signore che esce
tutti i giorni alle nove.
Gli dei sono morti uno a uno in lunghe file
di carta e cartone.
Niente mi manca, neppure tu
mi manchi. Sento un buco, però è facile
un tamburo: pelle ai due lati.
A volte torni la sera, quando leggo
cose che tranquillizzano: bollettini,
il dollaro e la sterlina, i dibattiti
delle Nazioni Unite. Mi sembra
che la tua mano mi pettini. Non sento la tua mancanza!
Solo cose minute all’improvviso mi mancano
e vorrei ricercarle: la contentezza
e il sorriso, questo animaletto furtivo
che ormai non vive più fra le mie labbra.

JULIO CORTÀZAR

Published in: on novembre 10, 2016 at 10:22  Lascia un commento  

L’ululare del vento

sono solo

e questo vento

m’accompagna

anche se non mi conosce

m’ulula intorno

mi scompiglia i pensieri

li fa volare lontano

vuole sradicarmi l’anima e…

…..penso

ma perché?

 

dove vuole portarla?

 

Gavino Puggioni

Published in: on novembre 10, 2016 at 07:41  Comments (2)  

Sonno

Turbato senso d’esserci,
sonno,
insisti sui torpori della sera,
stanchi,
col tuo lecito rubar l’ore,
furto,
al creativo impiego del tempo.

Sonno,
o destinata sospensione
d’umana corrente?
Smorzi, stanotte,
la mia luce trepida
d’un tuffo nel brillio di lampe,
infuocate all’orizzonte come fari,
tra indefinito andare via da te
ed insolito tornare.

Daniela Procida

Published in: on novembre 10, 2016 at 07:35  Comments (2)  

Demarcazioni e sAssi

la verità s’adatta
alla necessità d’essere accolti
proporzioni adeguate alla richiesta
un buco, un orizzonte
una furtiva piega del presente
_oltre c’è il buio dell’innocenza vera_
la pesantezza della carne piena
il duro esistere

dai giardini dell’eden
tentarono la fuga dai contorni
sbagliarono la porta
_varcarono la soglia d’un garage_
corpomuniti e meledipendenti
macchine senza freni
l’amore idiota come ruota di scorta

racchiusi nel cervello
l’area di Broca e il mondo di Pinocchio
sulla mappa variabile d’intenti
tra raziocinio e dissimulazioni
esseri umani in transito
nel perimetro labile d’un dio
che _se non gioca a dadi_
mescola stelle e falle
arcobaleni e microbi
universi nascosti nella manica

Cristina Bove

Published in: on novembre 10, 2016 at 07:32  Lascia un commento  

Venduta

Forse

voi bambini

che varcate quella soglia

un giorno

sentirete solo vostra

questa casa

che a me

piccino

appariva misteriosa

in alcune stanze

che dal buio

mi precipitavano in fuga

per le scale

verso la cucina

ed il fuoco del camino,

mentre a Natale

lo stesso buio lampeggiante

della sala

e del suo albero

mi cullavano

in dolci sogni di regali

e di pace.

Forse

correrete nel suo giardino

ad esplorare lo spazio

tra le siepi

guardando con timore

il buio sotto le verande,

respirando il profumo

della primavera

con le passeggiate delle formiche

ed i voli colorati

delle farfalle,

senza sapere mai

delle due querce tagliate

e dell’altalena

che da una dondolava

un tempo.

Forse

giocherete anche voi

a pallone nel cortile

tra grida felici

libere per un attimo

da tutta quella tecnologia

indispensabile

senza sapere mai

della paura

d’esser sgridati

per aver rotto

qualche piantina di prezzemolo

o dell’attesa che fossero le quattro

per potersi muovere

alla velocità di un suono,

più forte.

Forse

un giorno

sentirete solo vostra

questa casa

che ora posso solo osservare

di passaggio,

questa casa

che mi compare nella mente

ogni volta

che penso al ritorno

e che

senza che lo sappiate mai

sarà ancora e sempre mia.

 

Gian Luca Sechi

Published in: on novembre 10, 2016 at 07:29  Comments (2)