Lenta come foglia una foglia cade

Quando, dopo l’ultimo tremolio,

lenta come foglia una foglia cade,

io guardo aria aria il suo percorso.

Ne seguo le flessioni ad una ad una

tra le irregolari geometrie di terra,

a ogni danza imposta dalle zolle.

 

Non stacco gli occhi da quel suo

oltrepassar le pietre, durissime

eppure stanche d’inerzia non voluta.

 

Perché, mi chiedo, se quella lì è morta?

Se presto più non si saprà cos’era prima?

 

Come tutto ciò che alla fine muore,

dovrei ingabbiarla in brezza fuori norma

che smussa spigoli al mio tempo nero

e nei momenti in cui sento la morte

librarla – tutta – per come mi era viva,

perfetta nella sua qualunque forma

e, voglia il cielo, con macchie di colori.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 21, 2016 at 07:15  Comments (5)  

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5 commentiLascia un commento

  1. Meravigliosa!

    Graziella

  2. Un apprezzamento che mi riempie di gioia per un testo che sento moltissimo.
    Con gratitudine
    Aurelio

  3. Considerazioni molto intime, nella presa di coscienza di una morte inconsapevole e della consapevolezza invece della nostra, dove tutto il nostro vissuto dovrebbe avere sempre un ruolo preminente, nella sua accettazione.
    Apprezzata!
    Alberto B.

    • Grato per la tua riflessione!

      • Grande Aurelio!
        Tinti


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