Occhi aperti

Quante constatazioni ci tocca fare, amore
esempio dirci – a presto
così, senza occasione;
poi un bacio da versare alla coppa dei tuoi seni.
A volte a quattro zampe mi metto
e guardo il cielo
cercandomi una luna pelosa come musa
o due fanali verdi scroccati alla natura.
E il constatare d’essere lupo fa strozzare
in gola gli ululati poetici, i rimbrotti
al fatto che la notte è violata con i ceri
coi quindici lampioni di Via Milano
e gnomi, chiamati metronotte
o pistoleri stanchi.
Quante anticipazioni locali, qui, sul petto
di quello che verrai a riscaldare con il pianto
un chiedermi l’aiuto da bimba;
o un bell’andare, sul sesso come al vento un grembiule.
Quanti libri
ho scritto sulle mani toccando corde e pesi
e quanti matrimoni sfarzosi, poco riso
per via che non c’è nulla da ridere a restare
appiccicati tutta la vita. Fa sognare
e bestemmiare il corpo degli ultimi.
Sicuro, un’altra delle nostre improvvise
una certezza. Constatazione d’essere fragili
paurosi
ma pronti all’aria tutta traversa, occhi aperti.

Massimo Botturi

Published in: on novembre 26, 2016 at 07:38  Comments (1)  

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One CommentLascia un commento

  1. Sono quegli occhi aperti in mezzo alla tempesta che ti rendono unico! Grazie
    Tinti


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