Le paure

se ne stanno nei corridoi mancati
nelle svolte che portano agli armadi
a volte in suoni d’oboe
acquattate negli angoli di geometrie incompiute
perfettamente inutili
ma tutte
hanno finalità di sparizione
: le confondo scindendomi da capo
occhiali da deserti
mani in guanti di plastica
due che si fanno quattro se la logica
malgrado datazioni
rapisce con sembianze da sparviero

le paure
nel districarmi mutipla
a loro volta si moltiplicano
in profezie sciamane, alterne supponenze
__segnali se ne vedono__
memorie demenziali fanno il resto

l’appiattimento è un’evasione, e basta
un piccolo rilievo _un minimo spessore_
a trattenere l‘ombra e i suoi presagi

per fuggire
mi fingo solamente tratteggiata

Cristina Bove

Published in: on novembre 30, 2016 at 06:59  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. Paure che si vedono e si odono nei tui versi. Bellissima la chiusa.
    De Simone

  2. Brava Cristina, poesia molto forte e sentita.
    Simone

    • Chapeau cristina!
      Tinti

  3. Complimenti è bellissima!


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