Quante cose s’accalcano

e vociano alte nel cielo
la mia mente è desta da
questo vocio ed il pensiero
desidera fare parte del gioco.
I sogni fluttuano
nella corrente del vago
le braccia cercano d’abbracciare
mentre risposte non giungono
attraverso il deserto dell’oscurità
Mi sento pellegrino senza lume
attratto da poemi d’amore
uccisa l’anima in un tramonto
carico di malinconia
vorrei vederla ancora
laggiù dove la fine ed il
principio di ogni cosa s’incontrano
ora lascio il mio vestire cencioso
di uomo antico
nelle bettole lungo la vecchia strada
Il nostro incontro non ebbe inizio
è nuovo ogni mattina
come un fresco fiore

Marcello Plavier

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Published in: on marzo 1, 2017 at 07:28  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Ciao caro non ti dimentico
    Tinti

  2. Immagini evocative di alta poesia nel finale.
    Grazie Marcello


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