Argumentum e silentio

An die Kette gelegt

zwischen Gold und Vergessen:

die Nacht.

Beide griffen nach ihr.

Beide liess sie gewähren.

 

Lege,

lege auch du jetzt dorthin, was herauf-

-dämmern will neben den Tagen:

das sternüberflogene Wort,

das meerübergossne.

 

Jedem das Wort.

Jedem das Wort, das ihm sang,

als die Meute ihn hinterrücks anfiel –

Jedem das Wort, das ihm sang und erstarrte.

 

Ihr, der Nacht,

das sternüberflogne, das meerübergossne,

ihr das erschwiegne,

dem das Blut nicht gerann, als der Giftzahn

die Silben durchstiess.

 

Ihr das erschwiegene Wort.

 

Wider die andern, die bald,

die umhurt von den Schinderohren,

auch Zeit und Zeiten erklimmen,

zeugt es zuletzt,

zuletzt, wenn nur Ketten erklingen,

zeugt es von ihr, die dort liegt

zwischen Gold und Vergessen,

beiden verschwistert von je –

 

Denn wo

dämmerts denn, sag, als bei ihr,

die im Stromgebiet ihrer Träne

tauchenden Sonnen die Saat zeigt

aber und abermals?

§

In catene
tra oro e oblio:
la notte.
Entrambi bramarono afferrarla.
A entrambi concesse tempo.

Posa,
posa anche tu là, quanto
accanto ai giorni vuol nascere col crepuscolo:
la parola seguita dagli astri,
inondata dai mari.

A ciascuno la parola.
A ciascuno la parola che gli cantò,
quando la muta gli piombò addosso –
a ciascuno la parola che a lui cantò e impietrì.

Ad essa, alla notte, la parola
che gli astri accompagnano e i mari inondano,
ad essa la parola avvinta dal silenzio,
cui il sangue non gelò, quando trafisse
le sillabe quel dente avvelenato.

Alla notte la parola guadagnata al silenzio.

Contro quelle altre che presto
– sedotte e violentate da orecchie prostituite –
anche sul tempo e i tempi s’ergeranno,
essa infine sarà testimone,
infine, quando solo catene risuonano,

testimone della notte, che lì giace
tra oro e oblio,
sorella di entrambi, da sempre –

Poiché, dimmi, dove mai
vi sarà crepuscolo, se non in lei,
dove scorre la sua lacrima, che mostra
ai soli che s’immergono, la semina,
ma di volta in volta?

PAUL CELAN

Published in: on marzo 3, 2017 at 07:28  Comments (1)  

Prima e dopo (una separazione)

separazione

Prima il loro letto

era sempre disfatto

ora è freddo, perfetto

il di lei volto sfatto.

Prima litigavano

per poi fare pace

adesso si trovano

senza un “mi spiace”.

Prima poetici canti

e sussulti d’amore

ora lacrime e pianti

tristezza nel cuore.

Lei l’ama ancora

con vero trasporto

lui, invece l’ignora

e non le dà ascolto.

Questa la storia

 ed è certo che accada

s’è senza memoria

persa per strada.

 

Danila Oppio

Published in: on marzo 3, 2017 at 07:16  Comments (2)  

Nella mia vita segreta

forgive

Ti farò posto tra le mie gambe
il giorno che mi sarò arreso,
niente di rosso sotto il pelo della bestia
solo un maestro di solitudine
a picchiare sul ventre…

cosa ne pensi di un amore finito in lavatrice?
Le lenzuola non hanno più lo stesso profumo,
ora il sudore si mischia ad una nuova lingua
che ti circonda i capezzoli
e credo che tu muggisca muovendoti come il mare
sulla tua nuova pietra di carne…

ti spezzai il cuore perché credevo di poter trovare la parola
che mi portasse alla casa degli spiriti,
ma non si gioca con le mani di una donna
così fuori dal museo
lasciasti scritto con il tuo rossetto
-divieto di accarezzarti il capo-
e come biasimarti
dal momento che ho provato ad ucciderti
con un boccale di birra,
ma ci siamo amati e non puoi fare a meno di telefonarmi
per chiedermi dove sono finiti i tuoi figli
anche se i tuoi figli, e questo lo sai,
sono annegati nell’acqua del cesso
e tu sei più bella ancora
di quando mi guardavi con gli occhi
delle quattro stagioni…

ti farò posto tra le mie gambe,
morirò per non essermi arreso
li dove un maestro di solitudine
non troverà più ventre da picchiare…
più cuore da inquinare…
più mani da inchiodare…
ti farò posto tra le mie gambe,
stiamo ancora facendo l’amore
nella mia vita segreta…

Massimo Pastore

Published in: on marzo 3, 2017 at 06:58  Comments (2)  

L’unico

L’unico uomo della mia vita
verdi aveva gli occhi
ma, ad uno sguardo esperto,
cambiavano sfumatura,
a seconda del tempo e dell’umore.
In ogni caso,
quando mi accarezzavano,
sempre uguale era il loro colore,
quello dell’amore.
Minuta la costituzione
e scarne le sue mani
quando, arrivato il momento,
cercavano le mie.
Ora che la tempesta della vita
me lo ha rubato,
intatto resta il suo dolce sorriso
e continua il dialogo senza tempo
con l’unico uomo della mia vita: Papà

Sandra Greggio

Published in: on marzo 3, 2017 at 06:50  Comments (2)