Passi accanto

Abbiamo camminato
Quanti passi accanto
Tra parole
O silenzio.
Abbiamo camminato
Molta vita, gioia
E malattia
Fino agli estremi
Del dolore, dell’amore.
Abbiamo camminato
Guardandoci dentro l’emozione
Senza neppure sfiorarci,
Non era necessario.
Abbiamo camminato
E camminato.
Ora quegli infiniti passi
Mi hanno portata qui.
Non ti vedo,
Eppure sei accanto,
Dentro il silenzio
Pacifico dell’anima.

Piera Grosso

Published in: on marzo 11, 2017 at 07:33  Comments (10)  

Dal mare, dall’aria, dalla dolce notte

“Si sfanno le città, la terra: fumo, —

la poesia da sola questo vuoto sposa”

Adonis –  Il libro dell’assedio

 

dal mare, dall’aria, dalla dolce notte profumata di cedro

vengono a cancellare l’orizzonte

 

c’è chi ha preparato le forche, chi li ha appesi

la vita rovesciata in osso          

 

con lampi scintillanti e boati di tuono

vengono a cancellare i giorni

 

chi decide non va e chi va fa il deserto e nulla vede

vengono a cancellare la via di casa

 

dal mare, dall’aria, dalla dolce notte profumata di cedro

vengono e stringono le chiavi nella mano

 

tutte le cose tremano e niente scorre

foglie secche la gente in cammino

 

erano padri e madri, avevano un nome

i neri fagotti che vagano sull’orlo dell’abisso

 

fioriscono dalle macerie i bambini

esposti come pietà di pezza – le braccia a cercare la terra

 

dal mare, dall’aria, dalla dolce notte profumata di cedro

vengono a seminare presagi

 

è polvere amara l’aria e amara è l’onda da oriente a oriente

non ci saranno fiori alle finestre

 

il giorno è veglia, la notte è veglia,

accendi il lume, spegni il lume

 

è la follia che viene e porta la disperazione al grano, la tristezza all’ulivo

consegna alla pietra la memoria divisa

 

Non avrebbe voluto la terra vedere il cielo

 

Rosalba Casetti

Published in: on marzo 11, 2017 at 07:21  Comments (3)  

Il buongiorno

THE GOOD-MORROW

I wonder by my troth, what thou, and I
Did, till we lov’d? were we not wean’d till then?
But suck’d on country pleasures, childishly?
Or snorted in the seaven sleepers den?
T’was so; But this, all pleasures fancies bee.
If ever any beauty I did see,
Which I desir’d and got, t’was but a dreame of thee.

And now good-morrow to our waking soules,
Which watch not one another out of feare;
For love, all love of other sights controules,
And makes one little roome, an every where.
Let sea-discoverers to new worlds have gone,
Let Maps to other, worlds on worlds have showne,
Let us possesse one world, each hath one, and is one.

Mine face in thine eye, thine in mine appeares,
And true plain hearts doe in the faces rest,
Where can we finde two better hemispheares
Without sharpe North, without declining West?
What ever dyes, was not mixt equally;
If our two loves be one, or, thou and I
Love so alike, that none doe slacken, none can die.

§

Mi chiedo in fede: che facemmo noi
prima di amare? Divezzati ancora
non eravamo e allattati di rustici
piaceri, come i bimbi? O russavamo
nella caverna dei Sette Dormenti?
Fu cosí. Ma non erano che ombre
di piaceri. Se mai vidi bellezza
e la volli e la ebbi,
non fu che sogno della tua bellezza.

E ora buongiorno alle nostre due anime
che si destano e senza alcun timore
si vegliano, ché amore ogni orizzonte
chiude all’amore e di una cameretta
fa un ognidove. Restino alle nuove
terre i navigatori, e mappe nuove
scoprano ad altri mondi sopra mondi:
si lasci un solo mondo a noi, che abbiamo
ciascuno un mondo ed è un mondo ciascuno.

Nel tuo occhio il mio volto, il tuo nel mio
si specchia e cuori semplici e fedeli
riposano nei nostri volti: dove
trovare due piú limpidi emisferi
senza Nord affilato, Ovest caduco?
Equamente non fu mischiato ciò che muore,
se i nostri amori sono uno e tu
ed io cosí fratelli nell’amore
che né l’uno né l’altro può mancare o morire.

JOHN DONNE

Published in: on marzo 11, 2017 at 07:04  Comments (3)  

Talvolta

Talvolta si vive

sulle rive della musica

capitale del cielo e della terra

 

profondo volume oceanico

brezza leggera

 

nuvola di primavera

ardore e profumo sparso

 

nel linguaggio del trasporto

colonna sonora che incendia

il fuoco sacro del pentagramma

dove l’amore delle note è infinito

corre la carrozza dorata…

 

Aurelia Tieghi

Published in: on marzo 11, 2017 at 06:54  Comments (4)