Il vento

un sogno d’amore

ho disegnato

in questo foglio sciupato

dal vento

impietoso

aveva mille colori

ma a me

ne bastava uno

e il vento

non lo sapeva

l’ambra   gli dissi

è il mio colore

preferito

chè è quello della carnagione

della mia donna.

e il vento cessò

in segno di rispetto

.

Gavino Puggioni

Published in: on marzo 28, 2017 at 07:44  Comments (8)  

Arte poetica

ARTE POÉTICA

Que el verso sea como una llave
Que abra mil puertas.
Una hoja cae; algo pasa volando;
Cuanto miren los ojos creado sea,
Y el alma del oyente quede temblando.

Inventa mundos nuevos y cuida tu palabra;
El adjetivo, cuando no da vida, mata.

Estamos en el ciclo de los nervios.
El músculo cuelga,
Como recuerdo, en los museos;
Mas no por eso tenemos menos fuerza:
El vigor verdadero
Reside en la cabeza.

Por qué cantáis la rosa, ¡oh Poetas!
Hacedla florecer en el poema ;

Sólo para nosotros
Viven todas las cosas bajo el Sol.

El Poeta es un pequeño Dios.

§

Che il verso sia come una chiave
Che apre mille porte
Cade una foglia; qualcosa passa in volo;
Quanto guardano gli occhi sia creato,
E l’anima di chi ascolta resti a tremare.
Inventa nuovi mondi e cura la parola;
L’aggettivo, quando non dà vita, uccide.
Siamo nel ciclo dei nervi.
Il muscolo pende,
Come un ricordo, nei musei;
Ma non per questo abbiamo meno forza:
Il vero vigore
Risiede nella testa.
Perché cantate la rosa, o Poeti!
Fatela fiorire nella poesia;
Solo per noi
Vivono tutte le cose sotto il Sole,
Il poeta è un piccolo Dio.

VICENTE GARCÍA-HUIDOBRO FERNÁNDEZ

Published in: on marzo 28, 2017 at 07:16  Comments (4)  

Omaggio ad Alda

Un bacio in via Cavour
inaspettato
tra la folla
appassionato
davanti a San Domenico
sconvolgente
mentre sarebbe bastata un’inutile carezza.

Enrico Tartagni

Published in: on marzo 28, 2017 at 06:54  Comments (4)  

Estate al Borgo antico

(Dipinto dell’autore)

Sorge tra serpentini colli

l’antico Borgo e le fontane,

giardini lastricati e ombrosi,

terrazzi con Gerani rosa.

 

Scale pietrose cingono le mura

un Pettirosso canta nel silenzio,

occhi curiosi scrutano la via,

celati dietro le socchiuse porte.

 

In piazza siedono le donne

somiglianti a luttuose macchie,

veli neri ombrano la fronte,

sgranando perle di rosario.

 

Il fabbro intona la sua nota

rintocco simile a campana,

l’eco s’ode nella strada,

deserta al meriggio sole.

 

Riposa il Borgo nel silenzio

caldo e afa seccano la gola,

il Corvo gracida un lamento,

tra i merli scuri del torrione.

 

Cigola il carro spinto dal somaro

carico di grano e spighe d’oro,

la ruota della macina s’appresta

a regalare il frutto del lavoro.

 

Accanto al vecchio fontanile

fresca è l’acqua di sorgente,

rumoreggia nella quiete,

d’un estate al Borgo antico

.

Raffaele Saba

Published in: on marzo 28, 2017 at 06:53  Comments (13)