Gusci, stagioni, avversità apparenti

nel suono di scirocco
l’affaccio sull’estate
_ci si ricorda delle madrinuvole_
nei temporali dalle chiome grigie
schiocchi di lampi sull’asfalto
e si procede in braille
digitando la vita sui mattoni

chissà se in qualche luogo oltremondano
si aspetta l’insolvenza degli eventi
_il dopotutto_
il giungere sapiente o il finire coatto

forse non basta muoversi di lato
sguardarsi dagli specchi
_i volti nudi e i corpi_
per finire d’inverno
forse si muore solo per provare
come si nasce e si rinasce _vecchi_

Cristina Bove

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Published in: on marzo 31, 2017 at 07:25  Comments (5)  

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5 commentiLascia un commento

  1. Che chiusa da non perdere!
    Tinti

  2. Concordo con Tinti, sempre belle profonde le tue poesie Cristina, un caro saluto. Roberta

  3. Direi che è profondamente vera ed emozionante nel suo procedere fino alla chiusa che è veramente bella, come dice Tinti.
    Poetica personale molto accattivante!
    I miei sinceri complimenti!
    Alberto B,

  4. non lascia molto scampo; analisi terribile della nostra condizione umana… eppure (o forse per questo) ti afferra e scuote. Brava come sempre!

  5. Grande padronanza nella espressione poetica con temi di eccezionale impatto emotivo. Carlo


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