Quelli come noi

Per quelli come noi non esiste timore

nel rivelare all’altro i sogni più segreti

e nel sognare insieme di esser rivelati:

fuga dalla realtà in pensieri sbandati.

 

Sensualità che, cieca, con foga si dispiega

nei corpi divorati di rinnovata voglia,

nei sessi abbarbicati accesi nel possesso,

nelle voci arrocchite dal fuoco dell’amplesso.

 

Per quelli come noi non esiste vergogna:

facciamo del piacere un’agognata meta

traguardo che tagliamo in sincrono perfetto

ogni volta che ancora ci ritroviamo a letto.

 

Urlare forte quanto ci consente la gola

suggere con le bocche il mescolato umore

e questo divorarci di certo ci consola

della piatta realtà vissuta senza amore.

 

Foglia d’autunno

Published in: on aprile 1, 2017 at 07:26  Comments (3)  

Protetti sono gli amanti

GESCHIRMT SIND DIE LIEBENDEN

Geschirmt sind die Liebenden
unter dem zugemauerten Himmel.
Ein geheimes Element schafft ihnen Atem
und sie tragen die Steine in die Segnung
und alles was wächst
hat nur noch eine Heimat bei ihnen.

Geschirmt sind die Liebenden
und nur für sie schlagen noch die Nachtigallen
und sind nicht ausgestorben in der Taubheit
und des Waldes leise Legenden, die Rehe,
leiden in Sanftmut für sie.

Geschirmt sind die Liebenden
sie finden den versteckten Schmerz der Abendsonne
auf einem Weidenzweig blutend –
und üben in den Nächten lächelnd das Sterben,
den leisen Tod
mit allen Quellen, die in Sehnsucht rinnen.

§

Protetti sono gli amanti
sotto il cielo murato.
Un elemento misterioso gli dà il fiato
e fanno vivere le pietre
e tutto ciò che cresce
trova ormai una patria solo in loro.

Protetti sono gli amanti
e solo per loro gli usignoli continuano a cantare
e non sono morti nella sordità
e la quiete leggera del bosco, i caprioli,
soffrono per loro in mansuetudine.

Protetti sono gli amanti,
vedono il dolore nascosto del tramonto
sanguinare sul ramo di un salice
e di notte si esercitano sorridendo alla morte,
la quieta morte,
con ogni fonte che stilla in nostalgia.

NELLY SACHS

Published in: on aprile 1, 2017 at 07:17  Comments (2)  

Quel poco che resta

Sto monitorando schizzi d’invidia
e il passero che attende sul ramo
che finisca l’inverno
e che tornino foglie a stormire nel vento.

Ho mangiato ipocrisia in tutte le salse
e ascoltato vibrare l’aria tra canne
intonando sentieri di passi nel fango.

Ho imparato a odiare chi vende avariato
e raccolto semi nei solchi dei campi
aspettando promesse di campi di grano.

L’odore che viene dalle stalle
come nubi d’azoto si spande,
invade la mente, deforma il sentire,
ci si accontenta del poco che resta.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 1, 2017 at 07:06  Comments (4)  

Domenica

Il rumore che faceva mia madre

mentre stendeva la sfoglia col bastone.

la radio sempre accesa

mia sorella che studiava

mio padre leggeva.

Era domenica

giorno di famiglia.

La tua risata di bimba

con due denti e gli occhi felici

quando tutti insieme

giocavamo nel lettone

e la routinarietà del pranzo con i tuoi.

Restiamo ancorati ai momenti felici di ieri,

che non capivamo abbastanza.

Quelli di oggi li apprezzeremo

…forse domani.

 

Sandro Orlandi

Published in: on aprile 1, 2017 at 06:56  Comments (9)