Notte di Capri

Così basse le stelle sul capo, che par mi vogliano incoronare.
Se alzassi a pena – per gioco – la mano, forse le potrei toccare.
Ma non ho forza d’alzar la mano: l’aria sa troppo di rose bianche.
Rose e stelle si guardano, fisse, con occhi immensi di donne stanche.
C’è così poco fra loro: un po’ d’aria: solo un po’ d’aria; e non posson baciarsi.
C’è così poco fra me e te: un po’ d’aria: solo un po’ d’aria; e non posso baciarti.
Tu sei nascosto; ma la tua vita chiama nell’ombra i miei sensi veglianti.
Il mare è nascosto; ma il suo respiro empie la notte di tutti i miei pianti.

ADA NEGRI

Published in: on aprile 3, 2017 at 07:46  Comments (6)  

35 anni

Dolcezze di note
affiancate dal borseggio d’innocenza.
Soffi di suoni
accorpati tra il dolore degli anni.
Sentire il profondo
d’anima-cuore
…e viceversa.
Diventare grandi
con i gradini
sempre più alti
da scalare
con esordi di braccia
sempre più forti
da scoprire.

Glò

Published in: on aprile 3, 2017 at 07:42  Comments (5)  

Cara questa sera per la prima volta mi chiedi se ti amo…

Cara questa sera per la prima volta mi chiedi se ti amo…

Era solo una canzone ma avrei potuto cantarla con 70 lingue.

Dove si chiudono i tuoi occhi
                                               ho scritto tre sillabe…
mio padre ha sempre pensato che sono un pirata
quando accendo il tuo volto con la cenere azzurra
quando ti conto i capelli come un moro alle funi,
mia madre si chiama morgana,
                                                 non si è fatta schiava
                                                          perché doveva fare la puttana…

ma questo amore non ha testa
come le lucertole non hanno coda,
e se ci saranno guardarobieri a parlare di noi
lasceremo i nostri abiti sul pavimento
perché siamo in guerra
i nostri 31 anni che fanno fuoco tra le lenzuola…

cara questa sera per la prima volta mi chiedi se ti amo…

uno sguardo da bambina,
ah! Avessi avuto più capelli, forse ti avrei sepolto,
credo che avrei potuto anche essere un soldato
se oggi impasto la calce…
cosa faceva la tua immagine tra i pittori dell’autunno,
davi un colore alla foglia?
Cara questa sera per la prima volta mi chiedi se ti amo,
ma il tuo cuore è troppo rosso…
siediti vicino, porterò tre sillabe per abbellire i tuoi occhi…

Massimo Pastore

Published in: on aprile 3, 2017 at 07:35  Comments (3)  

C’è una foresta in me

C’è una foresta

cresciuta

sui costoni

pietrosi

della pazienza.

É una fiamma

di larici

in autunno

odorosa

di resina e mirti.

Dolore

intriso nei muschi.

 

Graziella Cappelli

Published in: on aprile 3, 2017 at 07:21  Comments (20)