Nel paese di Come Se

Io vivo in un Paese di nome Come Se 

dove, per quanto strano,
una via Kafka non c’è,
dove anche Gogol’ come se letto fosse
e come se Dostoevskij pure,
come se talvolta si amasse,
ma come se non senza volgarità.
“È vero che nel Paese di nome Come Se
            è come se tutti bevessero?”
“C’è chi come se non beve,
            e credete a me,
            neppure una goccia come se…”
“Ma che popolo in genere sono
            questi Comeseianti?”
“Un popolo del tutto gentile…
            come se…
ma… come se… ladri talvolta…
e come se… assassini.
In fondo tutti noi,
come se… cordiali siamo
e… meritevoli… come se…
Uno per uno tutti da noi sono per la pace…
            come se…
ma capitano anche queste… guerre…
come se.
In tante cucinine
            ci sono i nostri piccoli Čečenja o Iraq,
con i piatti volanti,
           talvolta anche scarpe o ferri da stiro…
Il nostro Come Se è ovunque,
           quale demenza abituale.
Come se giudici in giudizio,
come se pensatori nel pensatoio di Stato”.
Un Comeseiante mi rivelò
           un personale come se…
           segreto:
“Io di Lei come se profondamente innamorata
la leggo e come se ogni cosa nascondo…”
Voglio dinanzi a Dio esporre
          come io esisto,
          ma non come se,
                non simile a
purché “come se felice”
in “come se vita”
          e “come se in libertà”…
.
EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSHENKO         (1932-2017)
Published in: on aprile 4, 2017 at 07:28  Comments (3)  

Ricordando Edgar Lee Masters

Qui in un vecchio cimitero di campagna

abbandonato dove par  assente la pietas

che ai morti porta un amorevol  sguardo

qui dove  regnan solo rovi sterpi ed erbe

quattro tombe vedi e sassi a far lor ricordo

con scure  lapidi dal tempo nemico fessurate

niente si legge  fuor che ad un occhio attento

su una questa consunta giallo scolorita scritta

 il  resto eroso cancellato :… a sedici anni morta !

Io cara fanciulla dal nome  sconosciuto

di te tanto più di te  vorrei sì altro  sapere

oltre l’attimo di tempo breve cui la vita un dì

poi  spenta un tempo ti sorrise.. muta la risposta

tua anche se il vento che l’erbe muove sembra

con dolce sospirare dire: non turbar forestiero

il sonno mio e di quanti mi stanno qui vicini,

perché il voler saper?  Sol morti e muti siamo

e quindi il tuo  saper  sia solo questo:  taccio

rimuovo rovi sterpi e sassi, quattro di campo

fiori sulla riva di un vicin fosso la man mia

poi coglie e con amor in silenzio tremando lì  depone.

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 4, 2017 at 07:14  Comments (17)  

La camera da letto – 2 –

La camera da letto
È il luogo del più profondo affetto
È luogo di nascondimento
Di raccoglimento in se stessi
E di sprofondamento
Nel mistero dell’inconscio
Nel sonno e nel sogno
È luogo di smarrimento
E nuovo ritrovamento
Smarrimento dell’essere sociale
Di ciò che si deve mostrare
E ritrovamento e incontro dell’io profondo
È intimità con sè e con l’altro
Ritrovarsi abbracciati e ritornati
Dopo i voli e gli smarrimenti
L’essere indifeso ed arreso
Che si dona e che accoglie
Che grida il suo esistere
Dai tempi dei tempi
In faccia al mondo che sfugge
Nell’autenticità dell’essere
Nelle profondità remote
Ritrovarci abbracciati
In carezze e tenerezze
Dopo esserci amati
Come folli senza limiti e confini
Riconoscerci e stare uniti
Con le gambe intrecciate
Le promesse appagate
E tanti bacini come bambini
Forse è nel dopo che si misura l’amore
Nella tenerezza che resta dopo la tempesta
Quando nei flutti le mani si intrecciano
In nodi d’amore per non farti smarrire

azzurrabianca

Published in: on aprile 4, 2017 at 07:00  Comments (7)  

Momenti di tempo

Ho messo il tempo a ricontar minuti


ticchettano lancette in spazi contenuti

tra ore e giorni di quelli miei vissuti

Silenti ombre a rinnovar frammenti


in un momento ritornano presenti.


Nei miei ricordi a volte sono assenti


le dolci, liete ore che  passate stanno.


Un vento ascolto mi urla forte dentro


riempie il vuoto fra quei due mondi


vicini appaiono, ma son così lontani.


Allora stringo, forte, tra le mie mani


tutti quegli attimi e quei miei perduti.

 

Il Passero

Published in: on aprile 4, 2017 at 06:57  Comments (13)