Bologna sogna e Cristina

Ragazze, cara amica
Se ci pensi lo eravamo
Quando la sera si usciva
Per le vie della città
Donne già per l’anagrafe
Ma quell’immaturità che ci univa
La leggerezza di un tempo
Represso che ora fioriva
Che nasceva su macerie
Di troppe responsabilità vissute
Di spalle piegate e rinunce
Tu mi insegnavi di nuovo il sorriso
Che ti allargava sul viso
Sotto la malinconia degli occhi
Nei cortili le sere d’estate
Le nostre toilette
Modeste ma curate
Che l’abito per la figlia della sartina
Conta eccome, soprattutto la sera
L’incoscienza di notte si apriva
Un finale lasciarsi andare
Cedere al fluire
E alla bellezza della vita
Ogni sera una cosa da fare
E far tacere l’interiore censore
Libere ancora di sognare
Bologna sogna, già
Era quel tempo là
La nostra seconda adolescenza
Che poi non si faceva del male
Vedere un film o sentire musica
Due chiacchiere e un bicchiere
Quasi tutte le sere
Una passeggiata in centro
Per raggiungere quel locale
Dove quella sera suonava
Un ragazzo che ti piaceva
E tu ci sapevi fare
Disinvolta sapevi approcciare
E a fine concerto si andava a salutare
A me piaceva il concerto
Oh la musica sì mi faceva volare
E Dio, amica mia
Quella sera che offristi un passaggio
Al noto musicista col contrabbasso
Tu che parlavi bene l’inglese
Lì avrei dovuto capire
Quanto sei meravigliosamente folle
Però sulla mia cinquecento
Ci siamo stati in tre più lo strumento
Che tempo abbiamo vissuto
Ci pensi adesso al nostro come eravamo?

azzurrabianca

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Published in: on aprile 13, 2017 at 07:17  Comments (7)  

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7 commentiLascia un commento

  1. Bellissima, uno squarcio di vita vissuta!

  2. STUPENDA!
    Buona Pasqua azzurrabianca!

    Graziella

  3. Una bella poesia intensamente vissuta che rivela il valore dell’amicizia.
    Brava Azzurrabianca, cari saluti e Auguri di Buona Pasqua. Roberta

    • Godibilissima ed autentica
      Auguri ancora a re ed a tutti
      Tinti

  4. Descrivi con velo di nostalgia dolci ricordi. Molto bella!
    Auguri di Buona Pasqua!
    Giuseppe

  5. Azzurrabianca… mi ci ritrovo tutta…. Piera

  6. Ricordi che fluiscono leggeri e che ti entrano nel cuore con immensa nostalgia; anche io la mia gioventù l’ho vissuta tutta a Bologna, allora non c’era l’aereoporto ne la Fiera, Bologna era un salotto di pace e di serenità la sera, ed anche il solo far due passi sotto i portici del Pavaglione era una delizia.
    Grande azzurra, mi hai riportato ad un momento della mia vita veramente felice!
    Alberto B.


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