Buona Pasqua

Braccia d’amore che stringono

Un silenzio buio

Oltrepassano la porta aperta del tempo

Nutrendo di luce l’onda sacra

Attecchita nel cuore dell’uomo

Pace fin dove arriva l’infinito

Ardente scende nel cuore

Svestendo l’infreddolita anima peccatrice

Quale acqua che canta

Un inno di gioia

Al mondo assopito

 

Giovanni De Simone

Published in: on aprile 15, 2017 at 07:36  Comments (8)  

Nel sogno

Nel sogno divento regina

delle brillanti stelle

delle fiabe narrate

di malie audaci

in un’amaca dondolo

senza peso in volo

apro le braccia

racchiudo le nuvole

felice

resto sospesa

 

Maristella Angeli

Published in: on aprile 15, 2017 at 07:31  Comments (15)  

Assassinii

ASSASSINATS

 

Ils sont la étendus par les routes captives le long des routes du désastre

Les sveltes peupliers, les statues des dieux sombres drapés dans leurs longs manteaux d’or

Les prisonniers sénégalais ténébreusement allongés sur la terre de France.

En vain ont-ils coupé ton rire, en vain la fleur plus noire de ta chair.

Tu es la fleur de la beauté première parmi l’absence nue des fleurs

Fleur noire et son sourire grave, diamant d’un temps immémorial.

Vous êtes le limon et le plasma du printemps viride du monde

Du couple primitif vous êtes la charnure, le ventre fécond la laitance

Vous êtes la pullulance sacrée des clairs jardins paradisiaques

Et la forêt incoercible, victorieuse du feu et de la foudre.

Le chant vaste de votre sang vaincra machines et canons

Votre parole palpitante les sophismes et mensonges

Aucune haine votre âme sans haine, aucune ruse votre âme sans ruse.

O Martyrs noirs race immortelle, laissez-moi dire les paroles qui pardonnent.

 

§

Sono là distesi lungo le strade conquistate, lungo le strade del disastro,
Come snelli pioppi, statue di dèi drappeggiati nei lunghi martelli
d’oro,
I prigionieri senegalesi tenebrosamente coricati sulla Terra di Francia.
Ma invano fu stroncato il riso tuo, il fiore più nero della tua carne,
Tu sei il fiore della bellezza prima, in tutto questo vuoto deserto di fiori,
Sei fiore nero dal sorriso grave, diamante d’un’epoca perduta.
Voi siete il limo e il plasma della primavera virente del mondo
La carne siete della coppia primigenia, il ventre fecondo, il seme
E la foresta irriducibile, vittoriosa di fuoco e folgore.
Il canto vasto del sangue vostro vincerà macchine e cannoni
La vostra parola palpitante, i sofismi e le menzogne
Senz’odio voi che ignorate l’odio, senza astuzia voi che ignorate
l’astuzia.
O martiri neri, razza immortale, lasciate che dica parole che
perdonano.

LÉOPOLD SÉDAR SENGHOR

Published in: on aprile 15, 2017 at 07:06  Comments (2)  

Il mio lago

(Dipinto dell’autore)

Antico Trasimeno,

lasciai la giovinezza

tra le vegliarde sponde,

per ritornar nel luogo

che vide i miei natali

 

Mi è dolce rievocare

il santo sacro luogo,

ove io mi sedevo

cinto da messi d’oro,

a rimirar dell’acqua

lo splendido baleno.

 

Mio adorato Lago,

chiuso fra dolci colli

a piè delle radici,

adagi mesto l’onda.

 

Con la risacca baci

ovali chiari sassi,

della Sirena canti

i gemili lamenti.

 

Il rammentar sognante

nel cuore l’ansia invade,

del dolce maestrale

in settembrini Venti.

 

Corone di Ginestre

limitano lo sguardo,

oscurano la vista

al limitar del Lago.

 

Da questa somma vetta

godo dello splendore,

Autunno acerbo sole

nel meriggio incanto.

.

Raffaele Saba

Published in: on aprile 15, 2017 at 07:03  Comments (13)