Rivisitarsi

Siamo andati e tornati
con scarpe foderate di pelo di foca
per non lasciare rumori di orme
né ombre graffite sulla parete di fronte.

Ci siamo presi momenti di noia
parafrasando antichi proverbi
ormai fuori moda.

Abbiamo preso a sassate
chi indicava la via
perché la via esiste soltanto
se la sudi e l’assaggi.

Adagiati sul greto del fiume
abbiamo visto passare
cadaveri amici e legni imbiancati
da tante ingiustizie sopportate negli anni.

Abbiamo riscritto la nostra storia
ad uso e consumo di chi viene dopo
se chi viene dopo saprà ancora leggere.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 17, 2017 at 07:47  Comments (4)  

Voglio scrivere una poesia

 

Voglio scrivere una poesia che sia rimedio per ogni delusione
Che faccia triangolo con il tuo nuovo amore
Che mi sia quando c’è pioggia ombrello
Che ti scopra coraggioso sul più bello.
Una poesia che mi aiuti a scrivere il romanzo del secolo
Che sia un fiume e non semplice canale di scolo con parole nuove che facciano male
Che sia vendetta urlata come titolo esplosivo sul Giornale.
Una poesia che arrivi a chi di poesia non capisce niente
Che lavora variando nella bocca della gente
Per quelli che non leggono le poesie lunghe
Anche se dovrebbero essere a spalare fango con le vanghe.
E finalmente anch’ io cattiva
Come il mio unico idolo Caligola.

Maria Attanasio

Published in: on aprile 17, 2017 at 07:43  Comments (7)  

Conciliazione

VERSÖHNUNG

Es wird ein großer Stern in meinen Schoß fallen…
Wir wollen wachen die Nacht,

In den Sprachen beten
Die wie Harfen eingeschnitten sind.

Wir wollen uns versöhnen die Nacht –
So viel Gott strömt über.

Kinder sind unsere Herzen,
Die möchten ruhen müdesüß.

Und unsere Lippen wollen sich küssen,
Was zagst du?

Grenzt nicht mein Herz an deins –
Immer färbt dein Blut meine Wangen rot.

Wir wollen uns versöhnen die Nacht,
Wenn wir uns herzen, sterben wir nicht.

Es wird ein großer Stern in meinen Schoß fallen.

§

Cadrà una grande stella nel mio grembo…
Vogliamo vegliare la notte,

Pregare nelle lingue
intagliate come arpe.

Vogliamo conciliarci la notte,
tanto trabocca Dio.

Son bimbi i cuori nostri,
che vorrebbero dolci di stanchezza posare.

E vogliono baciarsi
le nostre labbra – di che cosa temi?

non confina il mio cuore
col tuo – sempre il tuo sangue mi colora
le guance in rosso

Vogliamo conciliarci la notte,
se ci abbracciamo non moriamo.

Cadrà una grande stella nel mio grembo.

GEORG TRAKL

Published in: on aprile 17, 2017 at 06:59  Comments (1)