Quanto di bel stasera sei vestita

Quanto di bel stasera sei vestita,
che dea bellezza d’affacciarsi sdegna!
Degna sei tu a vincer la partita
di chi tra voi è di beltà più pregna.

Come l’artista nella tela segna,
-mio bell’incanto, stella mia fiorita –
il cuore mio la mente mia impregna
di te per quando, pur, sarai partita.

Quest’io faccio, ora nel guardarti,
che in me, tale bellezza che commuove,
voglio tenere…per mai più scordarti.

La pelle tua lisciar vorrei…palparla…
Sentir con te che tutto mi si smuove,
e tanta dolce smania in te affogarla.

Armando Bettozzi

Published in: on aprile 22, 2017 at 10:31  Comments (5)  

Ogni giorno

nuova vita
ribolle
paura,
teme
solitudine,
spera
amore.
Come si riempie
il pozzo della notte?

Simone Magli

Published in: on aprile 22, 2017 at 07:44  Comments (9)  

Haiku – Nell’oltre

Il tempo fugge
rughe sul cuor disegna-
l’ultimo inverno.

Piero Colonna Romano

Published in: on aprile 22, 2017 at 07:39  Comments (11)  

La notte

Ma la notte ventosa, la limpida notte
che il ricordo sfiorava soltanto, è remota,
è un ricordo. Perdura una calma stupita
fatta anch’essa di foglie e di nulla. Non resta,
di quel tempo di là dai ricordi, che un vago
ricordare.

Talvolta ritorna nel giorno
nell’immobile luce del giorno d’estate,
quel remoto stupore.

Per la vuota finestra
il bambino guardava la notte sui colli
freschi e neri, e stupiva di trovarli ammassati:
vaga e limpida immobilità. Fra le foglie
che stormivano al buio, apparivano i colli
dove tutte le cose del giorno, le coste
e le piante e le vigne, eran nitide e morte
e la vita era un’altra, di vento, di cielo,
e di foglie e di nulla.

Talvolta ritorna
nell’immobile calma del giorno il ricordo
di quel vivere assorto, nella luce stupita.

CESARE PAVESE

Published in: on aprile 22, 2017 at 07:10  Comments (3)