Ero la più minuta nella casa

I WAS THE SLIGHTEST IN THE HOUSE –

I took the smallest Room –
At night, my little Lamp, and Book –
And one Geranium –

So stationed I could catch the Mint
That never ceased to fall –
And just my Basket –
Let me think – I’m sure
That this was all –

I never spoke – unless addressed –
And then, ‘twas brief and low –
I could not bear to live – aloud –
The Racket shamed me so –

And if it had not been so far –
And any one I knew
Were going – I had often thought
How noteless – I could die –

§

Ero la più minuta nella casa
Per me avevo la stanza più piccola –
Di notte, il mio lumetto, ed un quaderno –
Ed un solo geranio –

Così appostata coglievo la menta
Che di cadere non cessava mai –
E appena il mio cestino –
Lasciatemi pensare – son sicura
Questo era proprio tutto –

Mai parlavo – se non interrogata –
Ed anche allora, in breve e a voce bassa –
Vivere non potevo – ad alta voce –
Tanto mi dava il baccano vergogna –

E se non era talmente lontano –
E che ci stava andando qualcheduno
A me noto – io pensato avevo spesso
Come poter morire – inavvertita –

EMILY DICKINSON

Published in: on aprile 23, 2017 at 07:15  Comments (3)  

Tempi…moderni

Vecchio trombone trombato
così m’apostrofarono un
Giovinotto e un Giovin-Nove.
Aitanti cocco-birilli vestiti in
doppiopetto, correvan sulle scale
urlando Luce…Luce…..Luce.
Io, tra un incubo e un sognato
ancora assonato, mi parea
Duce….Duce……Duce.
Di soprassalto svegliato da un
campanello con forza pigiato
mi presentai alla porta….armato.
-Vuoi vedere che è un colpo di stato –

Ma per fortuna trovai soltanto
un Gattonese ed un Cinese.
Ed io oltremodo incazzato
per lo sconquasso e il campanello
esageratamente suonato, brandii
con foga quel bastone impugnato.
Lo scontro era …nell’aria
lor vedendomi…deciso
fuiron per la tromba delle scale
urlandomi di sotto un -va a cagare-.
Di rimando gli dissi ancor più spiccato
che ai tempi d’oggi ad esser maleducati
si rischia, se ti va bene, di venire…..bastonati.

Il Passero

Published in: on aprile 23, 2017 at 07:11  Comments (8)  

Nove vite

Avessi nove vite come i gatti
ci metterei più tempo a esordire con l’amore
imparerei ad avere i migliori, i voti alti
del come fare a giungere a te con testa e corpo;
dosando la saggezza dentro la lingua amara
e cestinando tutti gli errori con le mani.
Se avessi nove vite come i gatti
terrei le prime tre al materasso degli incontri
per dedicarle al bel cigolio che fa di notte
quando per troppa saliva al basso ventre
gli amanti fanno cose da matti.
E poi la quarta
la doserei ad ognuno che ho perso, come il pane
una moneta d’anima e aria. Tutte l’altre
ancora non ci ho fatto pensiero
ma, credete, c’è un mondo là di fuori che merita rispetto
fotografie e scritture nei secoli.
C’è gente
uguale a me che vuole un abbraccio
una parola, una semplice carezza
come si fa coi fiori, con gli alberi che volano via
con te che dormi.

Massimo Botturi

Published in: on aprile 23, 2017 at 06:51  Comments (2)  

Incertezza

Nessuna stella

ad accendere la notte

interrogo la mente

bagliore intermittente,

serpeggia sottile malessere

vento gelido

che spazza fioca luce,

resto in fervido ascolto

immergo il cuore

nel costato del cielo,

scendono lievi

stille di neve rappresa,

per attimi senza tempo

torno a vivere,

torno ad illuminare

la stanza rimasta orfana

di sole e certezze.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on aprile 23, 2017 at 06:50  Comments (14)