Vicoli dolci

Inseguire pensieri di meriggi assolati

ai bordi d’un vicolo scuro

 – un gatto nero ronfa sui ciottoli bagnati dal sole –

nell’aria mite un rumore di niente

solo un ronzio assonnato

e il sentore indistinto d’un tempo

che ha dimenticato la via

 

astrofelia franca donà

Published in: on aprile 28, 2017 at 07:42  Comments (5)  

Amor che a qualche amato amar perdona (Amore sprecato)

Dolce l’arrivo fu di Primavera:
ancor ricordo, sul far della sera,
il prato verde d’oro punteggiato
e il bianco di ogni petalo sfogliato.
Non fu il tramonto a farmi palpitare
ma il treno antico con il suo passare;
dal finestrino colsi quello sguardo:
da allora più non mi pesò il ritardo.

Fu Estate afosa, fu stagione piena
e più non era l’anima serena:
un desiderio folle la colmava
mentre guardavo il treno che passava.
Accanto a me dei sogni e una valigia,
indossavo orecchini di ciliegia
rossa come il profondo del mio cuore:
profondi erano i baci del mio amore.

Autunno giunse nel volar di foglie
ma intatte mantenevo sogni e voglie,
con qualche filo bianco tra i capelli,
gli occhi un po’ stanchi ma pur sempre belli.
Ben lo sapevo, il tempo era passato
ma il volto suo di poco era cambiato:
un po’ più triste, forse, il suo sorriso,
qualche ruga leggera sopra il viso.

Aspro è l’Inverno che ora sto vivendo,
intenso è il freddo che mi sta uccidendo,
in mezzo al cuore resta solo il gelo,
la neve copre il prato col suo velo
candida come candida è la chioma:
la vita non ha più nessun aroma,
perduta è per quel treno rallentato,
adesso so: è l’altra che ha sposato.

 

Foglia d’autunno

Published in: on aprile 28, 2017 at 07:21  Comments (7)  

Tentativi

Corre.
La buona idea
di chi libera il giardino
dalle foglie morte,

corre.

Vola.
Il buon seme
che tra i superstiti
ho raccolto chino,

vola.

Cantano.
Le mie ragioni
dentro un cielo
che nessuno guarda,

cantano.

Rimbalza.
Tutto nell’indifferenza
rimbalza e torna a me,
pietrificato.

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 28, 2017 at 07:21  Comments (4)  

Tu non saprai giammai

VOUS NE SAUREZ JAMAIS…

Vous ne saurez jamais que votre âme voyage
Comme au fond de mon coeur un doux coeur adopté;
Et que rien, ni le temps, d’autres amours, ni l’âge,
N’empêcheront jamais que vous ayez été.

Que la beauté du monde a pris votre visage,
Vit de votre douceur, luit de votre clarté,
Et que ce lac pensif au fond du paysage
Me redid seulement votre sérénité.

Vous ne saurez jamais que j’emporte votre âme
Comme une lampe d’or qui m’éclaire en marchant;
Qu’un peu de votre voix est passé dans mon chant.

Doux flambeau, vos rayons, doux brasier, votre flamme,
M’instruisent des sentiers que vous avez suivis,
Et vous vivez un peu puisque je vous survis.

§

Tu non saprai giammai che la tua anima viaggia
come in fondo al mio cuore un dolce cuore eletto;
e che niente, né il tempo, né altri amori, né l’età,
mai offuscheranno il fatto che tu sia stata.

Che la bellezza del mondo ha preso il tuo volto,
vive della tua dolcezza, splende della tua chiarità,
e che quel lago pensieroso in fondo al paesaggio
mi ridice soltanto la tua serenità.

Tu non saprai giammai ch’io reggo la tua anima
come una lampada d’oro che mi fa luce mentre cammino;
che un poco della tua voce è passata nel mio canto.

Dolce fiaccola, i tuoi sprazzi, dolce braciere, la tua fiamma
mi insegnano i sentieri che tu hai percorso,
e tu vivrai un poco, perché ti sopravvivo.

MARGUERITE YOURCENAR

Published in: on aprile 28, 2017 at 07:08  Comments (2)  

In un attimo

E poi

la notte nei tuoi occhi

il buio delle profondità

ciò che di terreno era

più non ti appartiene

il sollievo al dolore

l’assenza del peso degli anni

in un attimo

il sole

flash di vita

luce nel buio

.

Maristella Angeli

Published in: on aprile 28, 2017 at 06:52  Comments (12)