Il vegetale

Lasciato ho gli animali con le loro
mille mutevoli inutili forme.
Respiro accanto a te, ora che annotta,
purpureo fiore sconosciuto: assai
meglio mi parli che le loro voci.
Dormi fra le tue verdi immense foglie,
purpureo fiore sconosciuto, vivo
come il lieve fanciullo che ho lasciato
dormire, un giorno, abbandonato all’erbe.

SANDRO PENNA

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Published in: on maggio 31, 2017 at 07:43  Comments (7)  

Va’ o pensiero 2017

nella notte sul bosforo

la cariatide reggente

va con la mente

al lacrimar della volta

va’ o pensiero

guado

alle rive riflettenti

in tondo tendi

la mano al mondo

involati dentro note delle gole

infiora

il planisfero delle creature

quando ti stagli sulla terra

va’ o pensiero

guida il rubino della stella

quando cammini con l’aurora.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 31, 2017 at 07:21  Comments (7)  

I bambini ci domandano

I bambini ci domandano….

Perché esiste la guerra
Perché si uccidono gli animali
Perché urlano alla tv
Perché papà non lavora
Perché dobbiamo aver sempre paura
Perché la gente non sorride
Perché ci sono tanti bambini poveri
Perché l’immondizia per strada…….

Una bimba mi dice seria
“Ho sognato nonno mio che
In Paradiso chiedeva a Gesù
Di fabbricare una macchina
Che poteva dare cibo senza
Denaro e lasciando vivere gli
Animali”

I bambini ci guardano
E insegnano col cuore
Puro ed intatto
Dove sta il giusto
Il bello
Il volo

Tinti Baldini

Published in: on maggio 31, 2017 at 07:19  Comments (17)  

Non smetterò di amarti

I giorni sono vuoti di profumo

dolce delle notti,

sembra che tu non senta

il cuor che anela ancora

un qualche verso

che affollava la stanza di sorrisi,

stavamo sulla soglia dell’incanto

coi sogni sempre pronti sul cuscino,

ora è venuta un’onda di silenzio

allaga il cuore di malinconia…

non lasciamoci prendere dal panico

del sol che guizza

sulle ombre mute,

non spegnerò sussurri della notte,

non smetterò di amarti,

nello scrigno segreto di pensieri

sei diventata luce

che accarezza

ogni singolo spazio che percorro.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on maggio 31, 2017 at 07:16  Comments (12)  

Rido ma…piango

Rido ma… piango
Parlo ma… ho il silenzio in me
Guardo ma… non vedo nulla
Sembro allegra… ma sono triste
Cerco di ingannare il mondo
Ma il mio specchio
Dice la verità.

Piera Grosso

Published in: on maggio 30, 2017 at 07:41  Comments (15)  

Vanno via con passo lento

Vanno via con passo lento,
sempre avanti… Chi va là?
È un vessillo che sul vento
fruscia e oscilla in qua e in là…

Dietro ai cumuli in agguato
forse c’è chi sta aspettando…
No, è il cane allampanato
che li segue zoppicando…

«Passa via, vagabondo!
Via rognoso, via, se no…
Come un cane, o vecchio mondo,
passa via, t’abbatterò!»

Mostra i denti come un lupo,
con la coda ritta sta,
cane povero e sparuto…
«Rispondete: chi va là?»

«Chi è che che scuote la bandiera?»
«Oh che buio maledetto!»
«Chi è che va di gran carriera?
chi si fa là parapetto?»

«Su, compagno, alza le mani!
Prender te per noi è un gioco.
Tu cadrai nelle mie mani
vivo o morto! Attenti: fuoco!»

Tratatà!… Ma è solo l’eco
che risponde secco e breve.
La tormenta con un bieco
riso danza fra la neve!

Tratatà!
Tratarà!

… Cosí vanno nella sera,
ed il cane è ormai laggiú
ma davanti alla bandiera,
camminando lieve,
nel vortice di neve,
di rose inghirlandato
in un nembo imperlato,
avanti marci tu,
non veduto, o Gesú!

ALEKSANDR ALEKSANDROVIČ BLOK

Published in: on maggio 30, 2017 at 07:35  Comments (4)  

L’umore ballerino

Nella stanza della dolorosa memoria

percepisco ogni reale distanza,

le nuvole sono basse,

plumbee nel cielo,

presagio di cattivo tempo,

l’umore è ballerino,

come la scarpetta appesa al chiodo,

impaziente di schizzare in alto

per poi ricadere repentinamente a terra.

Quanta fatica costa stare in equilibrio,

quando senti che i piedi, lentamente,

scivolano via sotto la sabbia

alzata dal vento.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on maggio 30, 2017 at 07:04  Comments (20)  

Veleno

(Scultura dell’autore)

Misero corpo tuo

che l’ago insidia

veleno e sangue

immetti nella vena.

 

Fumo nella mente

tristi presagi,

ombre impazzite

su calcinati muri.

 

Ricordi d’infiniti spazi

accresciuti amori

colline rigogliose,

succosi frutti.

 

Credi di mortal ragione

esser come Dio.

Dei del beffardo Olimpo

solo pia illusione.

 

Vedi la donna tua

appassionata in bacio,

dal tuo migliore amico

avvolta in grembo.

 

Senti nel cuore tuo

tempesta e tuono,

sogni frantumati

in un istante solo.

 

Così cercasti oblio

in strade sporche,

tra uomini perduti

senza Dio.

 

cambiasti la tua vita

con una sporca dose,

per iniettarti in vena

un po’ di pace.

 

Raffaele Saba

Published in: on maggio 30, 2017 at 07:02  Comments (20)  

Vivere

Oggi è di un bell’azzurro il cielo

sereno, senza una nuvola

come piace a me

fa da sfondo al verde dei prati

e mette in risalto il melo.

Chissà che sapore avrà quel frutto maturo

gustoso e fragrante di sicuro,

Un esplosione di giallo la ginestra,

un refluo di primavera

mi arriva dalla finestra.

Stendermi sul prato

ammirare quella margherita,

passeggiare per il viale

senza pensare che non sento più niente,

neanche dove mi dovrebbe fare male,

confinato immobile nel mio letto

a marcire pian piano,

giorno dopo giorno,

come un vegetale.

Ormai posso solo fantasticare sulla vita

immaginarla o ricordarla com’era,

mentre spero con tutto me stesso

che un giorno

finalmente

potrò farla finita.

 

Sandro Orlandi

Published in: on maggio 29, 2017 at 07:41  Comments (23)  

L’ultimo crepuscolo

EL ÚLTIMO CREPÚSCULO

¿Qué fue de este milenio ya tan ido
al que llegamos tarde?
Nacimos con el último crepúsculo,
cuando la sombras de diez siglos
se amontonaban en un inmenso delta
frente a un océano sin nadie …

Y del otro milenio que ya nace,
¿quién va a decirnos cuántas horas
podrán ser nuestras, amor mío?
…El tiempo en torno existe o inexiste,
nunca se sabe nada aquí en la tierra.

Quizá sean ilusorias los años y sus vueltas
y las horas ausentes
y todos las que fueron.
Sólo es vera tu risa,
más hermosa que los siglos que parten
o que llegan;
sólo su voz, sus ojos, tus palabras
y nuestro asombro de ser aquí la vida,
de celebrarla en cada lumbre de su fuego
hasta el mínimo instante.

§

Che ne è stato di questo millennio ormai andato
al quale siamo arrivati in ritardo?
Siamo nati con l’ultimo crepuscolo,
quando le ombre di dieci secoli
si ammassavano in un immenso delta
di fronte a un oceano senza nessuno…

E dell’altro millennio che sta nascendo,
chi saprà dirci quante ore
potranno essere nostre, amore mio?
…Il tempo intorno a noi esiste o non esiste,
non si sa mai niente qui sulla terra.

Forse sono illusori gli anni e i lori movimenti
e le ore assenti
e tutte quelle trascorse.
Soltanto il tuo sorriso è vero,
più bello dei secoli che partono
o che arrivano;
soltanto la tua voce, i tuoi occhi, le tue parole
e il nostro stupore per la vita che è qui,
per poter celebrarla in ogni fiamma del suo fuoco
fino al minimo istante.

EUGENIO MONTEJO

Published in: on maggio 29, 2017 at 07:29  Comments (4)