Sonetto IV

Lentamente massaggio il tuo sonno. O nome che abito in sogno, dormi. La notte si coprirà con i suoi alberi e si addormenterà
sulla sua terra, sovrana di un’assenza breve.
Dormi, ché io galleggi
sulle lentiggini che filtrano in me da una luna…

I tuoi capelli campeggiano sul tuo marmo, beduini che dormono incauti
e non sognano. Il tuo paio di colombe t’illumina dalle spalle
alle margherite del tuo sogno. Dormi su di te e in te
e che la pace dei cieli e della terra spalanchi per te tutte le sue sale, una dopo l’altra.

Il sonno ti avvolge di me. Non un angelo a portare il letto,
né uno spettro a svegliare il gelsomino. O nome mio al femminile, dormi.
Nessun flauto piangerà una cavalla in fuga dalle mie tende.

Sei ciò che sogni, estate di una terra nordica
che offre le sue mille foreste al regno del sonno. Dormi
e non svegliare il corpo che desidera un corpo nel mio sogno.

MAHMOUD DARWISH

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Published in: on maggio 2, 2017 at 07:37  Comments (4)  

Un grande amore

Riscopro nel tempo


in sentimenti decaduti


quale grande amore ci ha colpiti.


Rileggendo le tue lettere.


Ricordando le mie passioni.


Giovani pieni di vita.


Perduti in un lampo.


Sfidando tempi, spazi ci siamo uniti.


In un amore che continuando
si è sbiadito,

scolorito 
ormai affievolito.


Ma sono nel futuro i suoi frutti, 
guardali,

puoi vederli
 in un continuo perpetuo


crescere, scoprire la vita.


Fiorire, prosperare.


Figli del nostro grande amore.

 

Il Passero

Published in: on maggio 2, 2017 at 07:16  Comments (17)  

Un sito per tutti

.

(… di pace, che sia virtuale o reale)

.
S’apre in un quadro oltre noi
un tutto di storie e non storie,
fra le morbide curve soffiate
di tutto si sente il profumo.

Profumo soave,
che giunge dal cielo,
con occhi lo vedi
con labbra lo gusti…
il senso lo fiuta
lo accoglie capace.

S’apre. Col click d’un istante
col battere d’un ciglio stanco
ma s’apre e solleva colori
non stinge e largisce calore.

Profumo soave,
che giunge dal cielo,
con mano lo crei
con voce lo canti…
il senso lo sposa
ne accentua l’incanto.

S’apre… quando l’apriamo
quel tutto in cui ci perdiamo
assorti in franche scritture
di tanti proviamo l’aroma.

Aroma soave
che giunge dal cielo,
nevata che scalda
di petali rossi…
l’ardore lo fuma
come fosse tabacco…

o droga soltanto per le nostre emozioni.

.

Daniela Procida

Published in: on maggio 2, 2017 at 07:04  Comments (7)