Via Villoresi

Questa che fu la casa di Lazzaro e di pena
trema alla stessa maniera, prima ancora
che giunga quel fanale di nebula del treno
su dalla curva dove fa due la strada in ferro:
di là la snaturata riviera, qua per monti.
Passando tra cortili di ragazzine scese
a far saluti col fazzoletto, e poi tornate
a diventare donne con gli alberi dell’orto.
Ha preso quel colore dei nasi rosso vino
degli ubriachi di nostalgia, di tosse forte
e pare, per i muri, che il piangere l’accechi
con righe d’acqua dalla finestra.
Tu là stavi
davanti al Papa in televisione, tutta presa
da me che avevo un ciclo ormai vecchio, senza luce
il fiato ancora grosso dal pedalare forte
per arrivare prima di tutti, e di tuo padre
buon’anima che nulla poteva in nostra vece.
Poiché l’adolescenza è più furba, è come il lupo
che bagna il suo mantello alla luna
e nulla teme.

Massimo Botturi

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Published in: on maggio 10, 2017 at 07:49  Comments (6)  

Perdita

Non so se mi ero innamorata di te.
Mi innamorai però di altre cose, lo so:
di una stanza scomoda rivolta a nord,
di una teiera che crepitava di sera.

Degli alberi mi innamorai che toglievano spazio,
dei solitari e soffocanti cinema di quartiere,
dei dolorosi ricordi di prigione,
di un muro ferito dalle bombe.

Delle fermate del tram, delle foglie ricoperte di brina,
di una calda tasca con castagne bruciate,
della pioggia scrosciante, del suono del telefono,
perfino della nebbia fonda color cenere.

Di tutto il mondo mi ero innamorata, non di te.
Lo scoprivo nuovo, interessante, ricco.
Per questo soffro… Non per averti perso.
Altro ho perduto – il mondo intero.

BLAGA NIKOLOVA DIMITROVA

Published in: on maggio 10, 2017 at 07:47  Comments (5)  

Al vincitor della partita di pallone*

*(nel senso di grandi palle…)

 

Per render peggior l’acque alza le vele

ormai la navicella del tuo ingegno,

orribil sono li peccati tuoi

contra l’Italia di dolore ostello.

Qui il ver io ti dirò, sanza speranza:

 

tu nudo correrai tra li serpenti,

Renzi Matteo, ’ché così ti piacque

di sciogliere nel nulla quei princìpi,

perché doler si debbia

chi quelli amò, volendo la giustizia.

 

E’ tua morale viver qual quel Vanni

e affosserai chi, per sua coscienza,

volle seguir virtute e canoscenza.

Per la vittoria, là nelle Botteghe,

i novi farisei re ti faranno.

 

O tosco che per le città avvilite

vispo ten vai mentendo disonesto,

gran doglia il tuo apparir dentro mi fisse,

ma godi oggi, or ch’appari grande,

che per lo ‘nferno già tuo nom si spande.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on maggio 10, 2017 at 07:22  Comments (21)  

Un giorno…

un giorno fugace
triste e scuro
riporta nell’aperto cuore
un giorno
lungo come una vita
fatto di luce
di gioia ardente
di cangianti colori
di canti e sospiri

sento nell’ombra
che l’avvolge
il tenuo profumo
della tua dolce presenza
che
si allontana… si allontana

Giovanni De Simone

Published in: on maggio 10, 2017 at 06:56  Comments (22)