La vendetta

La vendetta è una brutta malattia
scompone il cuore quando avvampa l’ira
rode la mente e non si sa che sia
come un germe nell’animo s’aggira.

Il bene affoga nell’ipocrisia,
l’essere umano in nera bestia vira
l’animo invade d’ogni ritrosia,
contro di dio per ultimo cospira.

Senza volerlo l’uomo incattivisce
il bene dal suo cuore si cancella
l’amore dato se ne va, svanisce,

varca i confini e mai paga gabella.
L’odio tutto l’affetto imputridisce
e in petto scende come una trivella.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 13, 2017 at 07:47  Comments (4)  

Ti ho rivisto fratello

Ti ho rivisto fratello

qualcosa cade

mentre reggo l’ombrello

Ti rivedo fratello

ancora una volta

questa fitta nebbia

c’invade il midollo

Non c’è controllo fratello

nel tuo mondo sfiatato

nessun posto per me?

Ancora sosto

sul tuo fisso clichè.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 13, 2017 at 07:14  Comments (5)  

Umanità infranta

Sputa corpi esangui

rabbioso il mare

su spiagge corrose di livore

catacombe di sogni

schiaffi di morte all’umanità

defraudata di ogni bene e diritto

cala un silenzio cupo, assordante

volano via gabbiani spauriti

in urla di dolore,

oltre l’orizzonte immobile,

continua solitaria la vita

smarrita, confinata, aggrappata

ad un filo spinato

bagnato di speranza.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on maggio 13, 2017 at 06:57  Comments (18)  

Uno scialle di lacrime

Una carne bianchissima là fiorisce nel deserto,
un pianto oscuro trina lo scialle dell’amore,
nessun vaso lacrimale vuole accoglierne la pendula
sedulità, solo la sabbia, vicino all’orcio vuoto, può imprimersene.

Ma tu di che cosa t’impressioni, orma che hai l’aspetto concavo
d’un volo volato via, ali seguitano a sciogliersi in colore
attorno ai tuoi occhi asciutti, e il deserto di chi fu ricusato
solo elitre battagliere abitano, specchi rotti del multiplo affacciarsi

dell’identico a se stesso. L’amore, l’amore trovato nell’ultima carica
della bambola, è qui che cammina, senz’altra carica che quella che lo lancia
dal confine ricurvo dell’universo, dal quasar morente
a questo spazio piccolissimo che devi riassumere tu indicandomi.

PIERO BIGONGIARI

Published in: on maggio 13, 2017 at 06:51  Comments (2)