Ciò che ti offro

LO QUE TE OFREZCO

Nada de lo que te ofrezco
es imposible:
un cielo surcado de pájaros, caricias como nubes
-los inimitables latidos de tu corazón-
Todo eso es posible
sin siquiera recurrir a la fantasía.

No somos más que las huellas plateadas
que dejan los caracoles en los lugares
visitados en sueños.
Ya nadie preguntará en qué día
ni en qué mes estamos.

Una cuña de luz entrando en el tiempo
es lo que debemos ahorrar.
La ilusión de estar el uno con el otro.

Nada de lo que te ofrezco
puede ser imposible:
pensamientos que vuelan como pájaros
un puente entre ambos mundos.

§

Nulla di ciò che ti offro
è irraggiungibile:
cieli e solchi d’uccelli, carezze come nubi
– il tuo cuore che batte inimitabile –
Tutto questo è possibile
senza bisogno di fantasticare.

Altro non siamo che argentate tracce
lasciate dalle chiocciole nei luoghi
visitati nei sogni.
E mai nessuno chiederà in che giorno
o in che mese viviamo.

Un lampo che s’incunea dentro il tempo
è quanto ci rimane da salvare.
L’illusione di stare l’un con l’altro.

Nulla di ciò che t’offro
può sembrare impossibile:
pensieri in volo simili ad uccelli,
un ponte teso fra i nostri due mondi.

FRANCISCO VÉJAR

Published in: on maggio 15, 2017 at 07:44  Comments (4)  

Notte serena

Luci dell’anima
palpitano con le stelle
in questa notte serena.
Argentei fruscii di pioppi
s’innalzano alle rade
nuvole, impalpabili compagne
della solitaria luna.
Richiami d’un tempo
remoto, d’un tempo
felice giungono
sussurranti dall’onde
del Foro che scorre
che scorre mormorando
tra sassi, accarezzando
le braccia piangenti
dei salici, dei rovi.
Fremiti nel cuore
risvegliano i gorgheggi
dell’usignolo, sovrano
cantore della notte serena.
Vegliano pallidi i monti lontani
sotto il sorriso della bianca luna;
placido riposa placato il mare.
Notte, sei luce,
luce vibrante
d’un rapido momento
che mai tornerà.

Nino Silenzi

Published in: on maggio 15, 2017 at 07:23  Comments (7)  

Come faresti per uno che ami

Siamo spacciati nella stanza dalla lunga spina,
i tuoi quadri sono come l’edera
il mio corpo un fagotto da mendicante…

ci sono giudici vestiti di nero al di là del fiume,
aspettano il nostro addio per giudicare ancora.

Siamo costretti in questo albergo di carta
ad ascoltare l’orgasmo attraverso le pareti…
la mia bocca è una distilleria clandestina
il tuo corpo, un cane poliziotto.

Siamo spacciati amore, adesso che il tempo ha invecchiato i miei occhi
e la tua veste odora di petrolio e di legno,
sono sempre stato fatto di carta…ti aspetta un uomo alla porta,
dovrò distruggere questa vecchia camera d’albergo
perché non posso ascoltare l’orgasmo attraverso le pareti…

se hai ancora un pò di saggezza, lasciami guardare attraverso le calze del nostro addio
questo pezzo d’amore che si allontana come un fiume nero e baciami
come faresti per uno che ami…

Massimo Pastore

Published in: on maggio 15, 2017 at 07:22  Comments (4)  

A quest’ora di mattina

Vengo da un posto di case e di nebbie

dove d’estate ti sudano le vene

e il cuore ha solo quello da fare.

Da dove vengo mancano i profili a sera

neri sul rosa, le montagne a colori.

Vengo da una città di fermate di bus

parcheggi e negozi del centro

per noi – che si va solo all’ipercoop.

Sto nella città più amata e che odio

per i diecimila giorni di prigionia

nelle stanze di un ufficio.

Rimango ancora in questo posto a chiedermi

– a quest’ora di mattina –

come sarebbe scivolare senza memoria

nel salato umore freddo

e farsi penetrare dall’immensità del mare

senza neppure avere un corpo.

 

Anna Zucchini

Published in: on maggio 15, 2017 at 06:58  Comments (3)