Anime dannate

Memoria sdrucita di amplessi
smarrita in deliri di sogno;
silenzi sgranati a parole
che sfilano le lontananze.

Incespico di solitudine
e colgo frammenti di specchio;
vermiglio è il fiore che sboccia:
dalla vena già esala la vita.

Le fosse si colmano piano
di rami spezzati e di foglie:
l’autunno suicida mi coglie
pietoso di complice strazio.

Artista di sogni in accatto,
hai irriso le mie cicatrici:
sarò l’ombra nella tua anima
in attesa dell’ultimo addio.

Foglia d’autunno

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Published in: on maggio 16, 2017 at 07:43  Comments (7)  

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7 commentiLascia un commento

  1. La tua poesia cara Foglia è scritta molto bene, le parole sono scelte ad arte, il titolo non lascia scampo, è una poesia del tutto crepuscolare, intrisa di acuta malinconia e di pessimismo, la chiusa poi ne è il suggello finale, sembra quasi che l’anima si sia completamente persa in un autunno perenne. Molto bella anche se suscita inquietudine, un saluto affettuoso. Roberta

  2. Ciao Roberta, grazie per la tua presenza, sei sempre molto gentile anche perché so che non ti limiti ad un esame tecnico della composizione o alle emozioni che suscita in te (cosa ben più importante) ma anche a quelle che portano l’autore a scrivere una cosa piuttosto che un’altra.
    L’anima della protagonista si è effettivamente persa per sempre in quanto lei ha deciso di suicidarsi per amore; tuttavia la responsabilità del gesto ricade anche sull’altra anima, ovvero quella di colui che ha perpetrato l’abbandono e, di conseguenza, è anch’esso dannato,
    Un caro abbraccio,
    Foglia

  3. Novenari danzano in solitudine, come rime che cantano canzoni tristi.
    La primavera dona nuovi figli e screziati fiori, la tristezza dell’inverno nasce prima,tutto ora si tramuta in gioia.
    bellissima come sempre, triste come allora.

    Raffaele

  4. Paricolare e profonda… Piera

    • Mi ha colpito proprio per quella intensa inquietudine lirica in cui e’avvolta!chapeau
      Tinti

  5. La poesia fa sentire tutta la sua malinconia e ti coinvolge. Ed è ciò che la poesia chiede.
    Giovanni De Simone

  6. Buonasera a tutti voi, cari amici, grazie per la lettura.

    @ Raffaele.
    Ciao, un saluto speciale a te e alla tua gentilezza. In questa poesia in effetti c’è solo tristezza resa particolarmente incisiva, come sottolineava Roberta, dalla scelta delle parole e dalla mancanza di rime che ne riducono la musicalità.

    @ Piera.
    Grazie cara, la ricerca dell’originalità lessicale è una delle mie priorità ma non sempre mi riesce: qui ha funzionato. Per l’argomento è un altro discorso, sembra che non riesca a parlare d’altro.

    @ Tinti.
    Ciao carissima; sì, in effetti qui l’inquietudine (e anche peggio) la fa da padrona. Rendere le emozioni non è facile e un poeta, anche minore, ha “lavorato bene” quando ci riesce; grazie per avermene dato la conferma.

    @ Giovanni.
    Come dicevo a Tinti, sono lieta quando riesco a “far passare” le emozioni trasmettendole ad altri in modo soddisfacente. Io temo sempre di non essere abbastanza incisiva, quindi un grazie di cuore anche a te.


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