Restare

Gli occhi si sono fatti di sale nel voltarmi
i pensieri si sono fermati nei gesti, nel silenzio delle cose fatte;
ho raccolto le briciole del dopopranzo
e le ho scosse nell’aria vitrea del giardino
dove è appena spiovuto e irrompe il sole.
Qui, anche il piú lieve soprassalto del merlo oltre la siepe
sta fermo e stanno ferme le mie parole come navi in bottiglia.
La vostra lingua è la mia, ma la mia non è la vostra
mi sono sentito pensare mentre in casa lampeggia in penombra
il televisore e una musica epica diffonde l’eleganza di una berlina.
Tengo per me cos’è curare il fuoco
l’odore spesso di legna bagnata, lo stoppino fra le dita
lo stare di tutti i giorni nelle cose da fare, dentro un’altra luce
rotta dalle nuvole, un diverso tramontare allacciato agli alberi alti
pieno negli occhi delle case, sulle bestie dei poveri;
un po’ qua un po’ là
si sta soli cosí, oggi, un giorno cosí, un giorno piú soli.

PIERLUIGI CAPPELLO

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Published in: on maggio 16, 2017 at 07:46  Comments (5)  

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5 commentiLascia un commento

  1. Stupenda! A limite della prosa…ma stupenda|
    Alberto B.

  2. Essenzialmente bella, ricca di immagini. Grazie Massimo
    Giuseppe

  3. Molto bella e colma di profonde riflessioni, grazie Massimo. Roberta

  4. Bella e triste… ti abbraccio Max! Piera

  5. Non conoscevo
    Grazie grazie
    Tinti


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