Unilaterale

.
con quel tale…
analizzo la situazione:
ho ingurgitato qualcosa di pesante
passeggiando per una spiaggia
troppo grande
per essere chiusa in una bottiglia
quale coinvolgimento della reciprocità
aldilà della domanda
l’accedersi della risposta
della fragile idea
può essere appagante
ma
quando la parola giunge
diventa dialogo unilaterale:
il lavoro del singolo
è la sconosciuta umiltà dell’essere
è il vero nutrimento dell’anima
e nel momento in cui
l’impulso creativo
prende corpo con ciò che ha visto
il sentirsi accettato
è indicazione di totale isolamento
nello spazio della sua azione
quanto più
ha progredito nel diventare libero
tanto più
la mia responsabilità
è diventata personale e solitaria
.
Giovanni De Simone
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Published in: on maggio 17, 2017 at 07:38  Comments (11)  

Migranti

Bocche singhiozzano
sugli alti e bassi
di maree fruscianti
di voci d’aiuto.

è nera quest’acqua senza luna
e questi occhi
che non lasciano tracce
su scie senza ricordi.

I giorni inseguono
orme di onde
sulla sabbia mischiata
di scarpe senza lacci.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 17, 2017 at 07:31  Comments (7)  

Dolce era quel vino

Seduto accanto al fuoco del camino

guardo l’inverno scorrer dietro ai vetri

e me riflesso in un bicchier di vino.

Nel silenzio lo sfrigolar dei legni

basta a ravvivare dolci momenti,

quando tu ti stringevi a me vicino

e dolce sulle labbra era quel vino…

che ancora bevo, ma agre è il suo sapore

che lento m’accompagna nell’oblio

di quel tempo che si chiamava amore.

 

Alberto Baroni

Published in: on maggio 17, 2017 at 07:24  Comments (13)  

Leggi, sono questi i nomi delle cose…

donna-che-legge-_-dean-cornwell

LÊ, SÃO ESTES OS NOMES… 

Lê, são estes os nomes das coisas que
deixaste – eu, livros, o teu perfume
espalhado pelo quarto; sonhos pela
metade e dor em dobro, beijos por
todo o corpo como cortes profundos
que nunca vão sarar; e livros, saudade,
a chave de uma casa que nunca foi a
nossa, um roupão de flanela azul que
tenho vestido enquanto faço esta lista:

livros, risos que não consigo arrumar,
e raiva – um vaso de orquídeas que
amavas tanto sem eu saber porquê e
que talvez por isso não voltei a regar; e
livros, a cama desfeita por tantos dias,
uma carta sobre a tua almofada e tanto
desgosto, tanta solidão; e numa gaveta
dois bilhetes para um filme de amor que
não viste comigo, e mais livros, e também
uma camisa desbotada com que durmo
de noite para estar mais perto de ti; e, por

todo o lado, livros, tantos livros, tantas
palavras que nunca me disseste antes da
carta que escreveste nessa manhã, e eu,
eu que ainda acredito que vais voltar, que
voltas, mesmo que seja só pelos teus livros.

§

Leggi, sono questi i nomi delle cose che
lasciasti – me, libri, il tuo profumo
sparso per la stanza; sogni una
metà e dolori il doppio, baci per
tutto il corpo come tagli profondi
che non si rimargineranno mai; e libri, nostalgia,
la chiave di una casa che non è mai stata la
nostra, una vestaglia di flanella blu che
indosso, quando faccio questo elenco:

libri, risa che non riesco a mettere in ordine,
e rabbia – un vaso di orchidee che
amavi tanto senza che io sapessi perché e
che forse per questo non tornai ad innaffiare; e
libri, il letto disfatto per tanti giorni,

una lettera sul tuo cuscino e tanta
afflizione, tanta solitudine; e in un cassetto
due biglietti per un film d’amore che
non hai visto con me, e altri libri, e anche
una camicia sbiadita con la quale dormo
di notte per stare più vicino a te; e, da

tutte le parti, libri, tanti libri, tante
parole che mai mi hai detto prima della
lettera che scrivesti quella mattina, e io,
io che ancora credo che tornerai, che
ritorni, sia pure solo per i tuoi libri.

MARIA DO ROSÁRIO PEDREIRA

Published in: on maggio 17, 2017 at 07:02  Comments (3)