Per rimanere

Forse l’una di notte,
l’una e mezza.

Un cantuccio di taverna
di là dal legno di tramezzo.
Nel locale deserto noi due, soli.
Lo rischiariva appena la lampada a petrolio.
E, stranito di sonno, il cameriere, sulla porta, dormiva.

Nessun occhio su noi. Ma sí riarsi
già ci aveva la brama,
che divenimmo ignari di cautele.

A mezzo si dischiusero le vesti,
scarse (luglio flagrava).

O fruire di carni
fra semiaperte vesti, celere
denudare di carni… il tuo fantasma
ventisei anni ha valicato. E giunge,
ora, per rimanere, in questi versi.

KONSTANTINOS PETROU KAVAFIS

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Published in: on maggio 28, 2017 at 07:19  Comments (5)  

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5 commentiLascia un commento

  1. Che intenso erotismo poetico… Max ricercatore di perle! Piera

  2. Concordo con Piera, grazie caro Massimo, buona domenica a te e agli Amici del Cantiere. Roberta

  3. L’ha ribloggato su O LADO ESCURO DA LUA.

    • Grazie Max per l’ottima scelta!!!!
      Tinti

  4. Bellissima! grazie Massimo
    Giuseppe.


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