Vivere

Oggi è di un bell’azzurro il cielo

sereno, senza una nuvola

come piace a me

fa da sfondo al verde dei prati

e mette in risalto il melo.

Chissà che sapore avrà quel frutto maturo

gustoso e fragrante di sicuro,

Un esplosione di giallo la ginestra,

un refluo di primavera

mi arriva dalla finestra.

Stendermi sul prato

ammirare quella margherita,

passeggiare per il viale

senza pensare che non sento più niente,

neanche dove mi dovrebbe fare male,

confinato immobile nel mio letto

a marcire pian piano,

giorno dopo giorno,

come un vegetale.

Ormai posso solo fantasticare sulla vita

immaginarla o ricordarla com’era,

mentre spero con tutto me stesso

che un giorno

finalmente

potrò farla finita.

 

Sandro Orlandi

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Published in: on maggio 29, 2017 at 07:41  Comments (23)  

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23 commentiLascia un commento

  1. Ciao caro amico e poeta ,ti voglio bene
    Tinti

    • Anch’io cara Tinti, e ti ringrazio.

  2. Un bellissimo inno alla vita visto con occhi profondi, acuti e sensibili, avverto unna commossa immedesimazione a chi della vita ha perso la funzione primaria ed è costretto a convivere con una malattia invalidante. Almeno così l’ho interpretata, triste e molto bella la chiusa.
    Bravo Sandro, un forte abbraccio. Roberta

    • Ero a letto infatti, in ospedale e ho immaginato cosa deve provare chi sa che da quel letto non potrà mai più scendere, magari non potendo neanche più muovere un muscolo…mai più…
      Sono sempre stato convinto, e lo sono più che mai ora, che l’unica salvezza in casi come questi, non sia la fede, ma la fine, comunque avvenga. Perciò non era proprio come dicevi tu Robertina.
      Grazie.

  3. Concordo con Roberta, una poesia toccante, che evidenzia il sentire di chi è impossibilitato a viverla come prima.
    Restano i ricordi a cui ci si attacca, la speranza di finire il tormento e la sofferenza.
    Bravo Sandro!
    Un abbraccio

    Maristella

    • Dici bene principessa, le uniche cose che restano sono la tristissima consapevolezza e la speranza della fine.
      Per altro, poi si vedrà…

    • Tante sono le interpretazioni e grande è sempre la capacita di Sandro di mettersi nei panni
      Grazie caro
      Tinti

  4. La poesia è toccante e costringe a riflettere sullo spinosissimo quesito sul fine vita. L’altro quesito che, tra le righe, emerge riguarda il conforto che potrebbe dare la religione. In altri termini: un credente si rassegna più serenamente, quando la fine si appressa?
    Comunque quel che qui conta è il fatto che tu sia uscito da un esperienza che certamente ti ha arricchito.
    Assieme all’augurio per una lunga e serena vita, un caro saluto. Piero

    • Finalmente carissimo Piero, finalmente qualcuno ha capito dove volevo andare a parare: non solo vita quindi, ma anche morte, vista come fine delle sofferenze che non è assolutamente detto si debbano sopportare, quando diventano insopportabili. E una morte da non credente! Perché dopotutto credere è un atto di irrazionalità consapevole (almeno per chi prova a capire) e non tutti ci riescono. Se poi alla fine ci prendiamo in giro da soli e ci convinciamo di credere in extremis… beh…mi sembra solo penoso no?
      Grazie davvero!

  5. In questa poesia c’e’ un mondo a volte poco conosciuto per tanti. Versi toccanti che invitano alla riflessione.
    Spero che tu stia meglio.
    Un abbraccio
    Graziella

    • Sì Graziella, sto meglio. Ma noi tutti, “ragazzi” ipersensibili, non possiamo proprio uscire da un’esperienza di sofferenza, magari per altri abbastanza comune e normale, senza es-primere ciò che abbiamo provato e tentare di sottolinearlo o condividerlo.
      Grazie!

  6. Inizia così bene come un inno alla primavera, improvvisamente i versi sprofondano in cupa realtà, facendone sentire fortemente il contrasto. avverto anche una contraddizione dei versi che incantano con le ultime due righe, in quanto a mio avviso il pensiero della bella stagione dovrebbe spingere ad amare la vita. Caro Sandro, la tua poesia conduce forti emozioni. Ti auguro ogni bene e soprattutto amore per la vita.
    Un abbraccio
    Giuseppe

    • Caro Giuseppe dici bene. E credo di dovermi scusare con chi veramente è in quelle condizioni, per aver avuto la presunzione di sapere, di capire “come” ci si sente. Il contrasto è d’obbligo, perché nasce naturalmente in chi sa bene quanto sia bella la Natura, quando puoi viverla, e quanto sia dolorosa non poterlo fare più, come la vita appunto.
      Grazie!

  7. Complimenti Sandro!

    • Grazie Simone!

  8. Ma che vai scrivendo, amico mio? Tu, che mi conosci nel profondo, tu, che sai cosa ho passato, tu ora sei così negativo? Non lo accetto. La natura che è fuori dalla finestra ti aspetta ed io ti do una spinta, una bella spinta e ti faccio andare a stenderti su quel prato.Perchè sono certa che ci andrai.
    Ti abbraccio
    Sandra

    • Cara la mia Sandrina, grazie della tua commossa partecipazione. Certo che ci andrò su quel prato, anzi, ci sono già. Ma io mi sono immedesimato con chi su quel prato proprio non potrà andarci più, e mi sono stati sufficienti alcuni giorni in ospedale per capirlo, o meglio, per sentirlo, pensa se su quel letto, come molti purtroppo, ci fossi rimasto per sempre. Qui non si tratta di essere negativi, bensì realisti. Senza prenderci in giro. Ora capisci?
      Grazie ancora!

  9. La trovo molto bella, sia per il contenuto e per la tua scelta di impostarla sui 2 estremi, la vita che esalti nella prima parte e la morte che si desidera quando la stessa vita non può più essere considerata tale, quindi anche il diritto alla morte e mi trovi…. in sintonia.
    Questo credo sia il messaggio della tua….. Bellissima.
    Cosi la leggo, così la tengo.
    Passero

    • Hai capito perfettamente caro amico e ti ringrazio.

  10. Bravo… bravo…. bravo… come si dice a teatro!!!! Piera

    • Grazie, grazie, grazie!

  11. un grande contrasto di sentimenti, la natura che risorge e la speranza di risorgere con essa!
    molto toccanti i tuoi versi che esprimono una innata sensibilità sicuramente accresciuta in un grigio momento di vita.

    In gamba! Sandro.

    Raffaele

  12. Grazie Raffaele, in effetti è un contrasto che fa riflettere e che ci fa amare ancor di più madre Natura.


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