Chi ‘n capisce…Chi nun sa…

C’è chi ‘n capisce de ‘n capì…ma inzegna
C’è chi ‘n capisce proprio…Ché…c’è nato…
Ma er peggio è chi ‘n capisce e sta ar senato,
e è ggènte strapagata, la più indegna.

C’è chi nun sa ‘na mazza e… spiega tutto;
se crede ‘n padreterno…E è ‘n pòro scemo.
Ma puro noàntri, a vòrte, ‘n distinguémo,
facènnoce, così, fregà de brutto.

C’è chi ‘n capisce…e a vòrte è puro mèjo:
così ‘n se sente cresce…er bòzzo in fronte…
C’è chi capisce troppo…e ggiù da ‘n ponte,
lo bùtteno, ché guai! chi è troppo svéjo!

C’è chi nun dice ‘n cacchio ner discôre,
ma a certi je sta bbène e je conviene.
Ché più sa incasinàcce e più je viene
un quarchecosa…a llui e ar su’ gestore.

Evviva chi sa ddì che nu’ è ‘n saputo,
ché questo è già ‘n bòn segno d’onestà.
Ch’è quer che manca a chi, a sta società
la vò tiené incollata co no sputo.

Armando Bettozzi

Published in: on giugno 30, 2017 at 07:48  Comments (3)  

La nota a Cervo

Impervi caruggi
e lampi di luce.
Nel mare lontano,
un disco d’argento,
annega i suoi raggi.

Si cercan tra gli archi
le mani affamate
è un lieve ansimare,
fugaci carezze,
e baci sfiorati.

Allor come un sogno,
silenzio irreale,
c’è un suono che avvolge,
che penetra dentro,
che l’anima scava.

E sale s’espande
raggiunge la luna,
ne copre il chiarore.
E vibran le note,
or gravi ora acute
e pizzica e trilla,
il dolce violino.

Il canto si spegne
con dolce ondeggiare.
Nell’aria rimane,
azzurra una nota,
per poi ricordare.

Piero Colonna Romano

Published in: on giugno 30, 2017 at 07:41  Comments (9)  

Sono una stella

ICH BIN EIN STERN

Ich bin ein Stern am Firmament,
Der die Welt betrachtet, die Welt verachtet,
Und in der eignen Glut verbrennt.
Ich bin das Meer, das nächtens stürmt,
Das klagende Meer, das opferschwer
Zu alten Sünden neue türmt.
Ich bin von Eurer Welt verbannt
Vom Stolz erzogen, vom Stolz belogen,
Ich bin ein König ohne Land.
Ich bin die stumme Leidenschaft,
Im Haus ohne Herd, im Krieg ohne Schwert,
Und krank an meiner eignen Kraft.
.
§
.
Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nel proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta
il mare urlante che accumula nuovi
peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo
esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato,
io sono il re senza corona.
Son la passione senza parole
senza pietre del focolare, senz’arma nella guerra,
è la mia stessa forza che mi ammala.
.
HERMANN HESSE
Published in: on giugno 30, 2017 at 07:21  Comments (3)  

Le rondini ritornano a volte

Se non c’è neanche una nuvola, è un cagnaccio
a rinfoltire il cielo legnoso di Milano.
L’assenza è presupposto impossibile qua dentro
tra le officine robotizzate, il mimetismo
con cui le piante grasse scoraggiano le api.
Nella totale efficienza tutto è un mostro
un nervo da scoprire e spezzare
un viaggio a vuoto, per le periferie ormai insozzate.
Tutto quadra
fuorché la privazione del senso, la mancanza
l’amica fatta fuori perché così va il mondo.
Le rondini ritornano a volte, ma non sanno
dei mille e più cannoni rivolti alla bellezza.
Fanno dei giri come di danza, tutte insieme
così che come un velo somigliano, un foulard
perduto da una donna invisibile.
Ti penso.

Massimo Botturi

Published in: on giugno 30, 2017 at 06:52  Comments (6)  

Ciao

.
un ciao
appena accennato
il rombo del motore
si allontana:
parte per sempre
chiudo la porta
il silenzio mi circonda
e le ombre
si fanno più pesanti
i ricordi
nascosti nel buio
rompono il silenzio
accendono la loro fiamma
e…
sulla mia pelle
brucia il suo sguardo
nel centro dell’incandescenza
il tempo
diventa cenere
la notte si apre
e ingurgita l’amore
lasciando l’anima vacante:
l’illusione del miracolo
è in un altro cielo
e
non esistono mezzi
non esistono metodi
per toccarlo
.
Giovanni De Simone
Published in: on giugno 29, 2017 at 07:49  Comments (20)  

L’arboscello

Oggi il tempo è di pioggia.
Sembra il giorno una sera,
sembra la primavera
un autunno, ed un gran vento devasta
l’arboscello, che sta, e non pare, saldo;
par tra le piante un giovanetto, alto
troppo per la sua troppo verde età.
Tu lo guardi: hai pietà
forse di tutti quei candidi fiori
che la bora gli toglie, e sono frutta,
sono dolci conserve
per l’inverno quei fiori, che tra l’erbe
cadono; e se ne duole la tua vasta
maternità.

UMBERTO SABA

Published in: on giugno 29, 2017 at 07:17  Comments (4)  

Nelle pieghe dell’Appennino

Tanti paesi
nelle pieghe dell’Appennino
con tante storie da raccontare.

Ma il senso del tempo
s’è fermato
nell’orologio della torre.

è sempre spento
sull’ultimo terremoto.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 29, 2017 at 07:07  Comments (5)  

Granello di sabbia

Sperduta nello strazio delle parole

che hanno ferito il cuore,
mi aggrappo alla poesia 
trascinando i piedi
in un’impervia salita 
che appare senza fine
 
Non elemosinerò la tua attenzione
ne quell’amore tanto dichiarato
che solo lacrime di sangue
han saputo far nascere,
offuscando ogni pensiero
con pungenti domande 
 
Ruderi spinosi, diroccate  melodie
in un vortice snervante di trabocchetti, 
hanno eroso ogni mia forza
rendendomi ancora una volta
granello di sabbia 
intrappolato in una clessidra
.
Patrizia Mezzogori
Published in: on giugno 29, 2017 at 07:06  Comments (6)  

Da donna a donna

Lo sai, cara amica, dove vola

Il mio pensiero vagabondo?

L’occhio inganna la mente

E confonde le vie del mondo

Dove cammina molta gente

Senza mai accorgersi

Che gira sempre in tondo

Sapessi quanta confusione

Taluni fanno, nel definire l’amicizia

Pensano che sia vera letizia

Solo se ci mettono affettazione

E noi che abbiamo conosciuto

Tante splendide anime sui blog

Senza aver mai stretto una mano

Ci considerano folli, è risaputo

Eppure davvero sono persuasa

Che si rivela l’anima nel profondo

Attraverso la scrittura, che altrimenti

E di sicuro mai confondo

L’esteriorità con i sentimenti

Percepisco pensieri, i più reconditi

Mai svelati, coperti come sono

Da maschere di orgoglio, di finzione

Mentre nell’ombra c’è l’abbandono

Di ogni assurda inibizione.

E si è realmente ciò che siamo

Che sentiamo, che rappresentiamo

Noi stesse e tutto quanto amiamo

 

Danila Oppio

Published in: on giugno 28, 2017 at 07:26  Comments (11)  

Mi sento solo come un ladro

che la notte non lo vuole.
Ho un buco nel cuore così grande,
che, seppure lo riempi,
alla svelta si vuota.

Simone Magli

Published in: on giugno 28, 2017 at 07:22  Comments (10)