Al tempo

Son di granito o di diamante sono
i mille denti logori e ferrigni
con che rodi il cemento ed i macigni
sgretoli, sfinge spaventosa, o Chrono?

L’uomo di ieri miri co’ i maligni
occhi innalzare a dei di creta un trono:
o bestemmiarli e ricader giù prono:
e al vano affaticarsi tu sogghigni.

Il fior che allegra gli orridi dirupi
co ‘l fiato anneri, ed, invido, d’immondi
solchi il velluto de le guance sciupi.

L’uom che ti sminuzza in oggi ed in domani
e la clessidra in ore ed in secondi:
tu lasci fare e eterno ancor rimani.

CAMILLO SBARBARO

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Published in: on giugno 4, 2017 at 07:25  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. Grazie Massimo per questa bella poesia. Roberta

    • W Max
      Tinti

  2. Caro Max, come sempre attento! Grazie!Piera


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