La tazzina di caffè

Ho preso una tazzina oggi,
una tazzina del servizio buono,
quello stile inglese riservato agli ospiti
e alle persone di riguardo,
presa dalla credenza di noce massiccio
ereditata da papà,
quella rifinita con un merletto fatto da me.
Mi sono trattata bene.
Comodamente seduta, l’ho riempita di caffè profumato,
che il suo aroma spandeva in tutto il soggiorno.
In un tempo infinito l’ho sorseggiato
e sentivo sulle labbra il profumo della vita,
la mia vita. E dentro c’erano tutti i miei pensieri,
quelli più belli e quelli malinconici, al passato legati.
Senza fretta li ho assaporati, dedicandoli ad una persona speciale,
molto speciale.
A me, che amo l’arcobaleno.

Sandra Greggio

Published in: on giugno 5, 2017 at 07:42  Comments (20)  

La profezia

A Delfi dalla pizia sono andato

per indagar sul prossimo governo.

Seduta su una roccia l’ho trovata

tra fumi caldi che venian d’averno.

 

Per quel Tiresia mi narrò il mercato,

invero degno del più fondo inferno,

tra Renzi e un Berluscon sempre assetato

di quel potere perso un dì d’inverno.

 

I due compari, a spese del Paese,

per appagar le loro insane voglie,

faranno le più indegne e oscene intese,

 

così si spartiran l’ultime spoglie

e sempre danzeranno in armonia,

mentre l’Italia resta in agonia.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on giugno 5, 2017 at 07:34  Comments (17)  

Anima assente

ALMA AUSENTE

No te conoce el toro ni la higuera,
ni caballos ni hormigas de tu casa.
No te conoce el niño ni la tarde
porque te has muerto para siempre.

No te conoce el lomo de la piedra,
ni el raso negro donde te destrozas.
No te conoce tu recuerdo mudo
porque te has muerto para siempre.

El otoño vendrá con caracolas,
uva de niebla y montes agrupados,
pero nadie querrá mirar tus ojos
porque te has muerto para siempre.

Porque te has muerto para siempre,
como todos los muertos de la Tierra,
como todos los muertos que se olvidan
en un montón de perros apagados.

No te conoce nadie. No. Pero yo te canto.
Yo canto para luego tu perfil y tu gracia.
La madurez insigne de tu conocimiento.
Tu apetencia de muerte y el gusto de su boca.
La tristeza que tuvo tu valiente alegría.

Tardará mucho tiempo en nacer, si es que nace,
un andaluz tan claro, tan rico de aventura.
Yo canto su elegancia con palabras que gimen
y recuerdo una brisa triste por los olivos.

§

Non ti conosce il toro né il fico,
né i cavalli né le formiche di casa tua.
Non ti conosce il bambino né la sera
perché sei morto per sempre.
Non ti conosce il dorso della pietra,
né il raso nero dove ti distruggi.
Non ti conosce il tuo ricordo muto
perché sei morto per sempre.

Verrà l’autunno con conchiglie,
uva di nebbia e monti aggruppati,
ma nessuno vorrà guardare i tuoi occhi
perché sei morto per sempre.

Perché sei morto per sempre,
come tutti i morti della Terra,
come tutti i morti che si scordano
in un mucchio di cani spenti.

Nessuno ti conosce. No. Ma io ti canto.
Canto per dopo il tuo profilo e la tua grazia.
L’insigne maturità della tua conoscenza.
Il tuo appetito di morte e il gusto della sua bocca.
La tristezza che ebbe la tua coraggiosa allegria.

Tarderà molto a nascere, se nasce,
un andaluso così chiaro, così ricco d’avventura.
Io canto la sua eleganza con parole che gemono
e ricordo una brezza triste negli ulivi.

FEDERICO GARCIA LORCA

Published in: on giugno 5, 2017 at 07:31  Comments (4)  

A fil di tempie

l’emicrania balugina negli occhi
visioni intermittenti
donna di poca fede: casa e casa
datata nel cerchietto all’anulare
quasi erasa
ha bagliori soltanto e un sonno alterno
foriero di scompensi nevralgici

sibille alternative rimescolano il cielo
qualcuna è una fontana
di versi esposti al sole
ispirazioni da tovaglie a quadri
tazzina di caffè, la sigaretta
e una partita persa a tu per tu
malgrado l’asso nella metrica

un antisolonifico per l’anima
una prosa bagnata sulla fronte
allontanarsi da prosopopee
e traghettare le parole altrove

Cristina Bove

Published in: on giugno 5, 2017 at 06:56  Comments (7)