Alcimo

 .
Alcime, quem raptum domino crescentibus annis
Lauicana leui caespite uelat humus,
Accipe non Pario nutantia pondera saxo,
Quae cineri uanus dat ruitura labor,
Sed faciles buxos et opacas palmitis umbras
Quaeque uirent lacrimis roscida prata meis
Accipe, care puer, nostri monimenta doloris:
Hic tibi perpetuo tempore uiuet honor.
Cum mihi supremos Lachesis perneuerit annos,
Non aliter cineres mando iacere meos.
 .
§
 .
Alcimo, preso al tuo padrone negli anni a levante,
ti copre d’un manto leggero la terra labicana.
Per te non il peso d’un marmo malfermo di Paro,
opera moritura che si impone ai morti,
ma bossi teneri e le dense ombre della vite
e l’erba cresciuta dal pianto. Eccoli,
bimbo, i segni del nostro dolore. Un funerale
immortale, che – quando Lachesi
avrà esordito il tempo che ci è dato –
voglio, per il riposo delle nostre spoglie, uguale.

PUBLIO VALERIO MARZIALE

Annunci
Published in: on giugno 10, 2017 at 07:09  Comments (1)  

The URI to TrackBack this entry is: https://cantierepoesia.wordpress.com/2017/06/10/alcimo/trackback/

RSS feed for comments on this post.

One CommentLascia un commento

  1. Grazie caro Massimo, buon fine settimana a tutti. Roberta


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: