Ho visto Lara

Nel bianco grande spazio dei desii
scivola come treno nella steppa
un sognar che alla meta punta dritto
senza mai intramezzar fermate alterne.

In questo andar mio senza – in apparenza
scosse – calmo e irrequieto vo viaggiando
nel rimbombo d’incompiuto silenzio
e soltanto ombre scorgo tra le nebbie.

Senza sobbalzi sulla via allisciata
scorriamo bucando l’aria di ghiaccio
finché d’un d’essi ecco un raggio di sole…
E piano, piano l’occhio a quel s’abitua…

Oltre, son già tutti in fiore, i ciliegi…
Vermiglie rose fanno da tappeto…
Guidano dove un’ombra è messa a fuoco.
Un sussulto…Vedo Lara, che aspetta…

Intanto, ho scritto per lei una poesia…
Raccolgo una rosa, e i doni le porgo.
Per me i suoi biondi capelli ha già sciolto…
E la primavera ci fa da alcova…

Armando Bettozzi

Published in: on giugno 14, 2017 at 07:25  Comments (4)  

Sguardi

..
Scorgo al di sopra delle parti 
 .
Occhi …
 .
ora frivoli e incostanti
poi felici e ammalianti
 .
ed è fragile custodire ( per molti )
 .
Verità perse 
in oceani incompiuti
di solitudine
 .
Pierluigi Ciolini
Published in: on giugno 14, 2017 at 07:15  Comments (4)  

Non respingere i sogni

NO RECHACES LOS SUEÑOS

No rechaces los sueños por ser sueños.
Todos los sueños pueden
ser realidad, si el sueño no se acaba.
La realidad es un sueño. Si soñamos
que la piedra es la piedra, eso es la piedra.
Lo que corre en los ríos no es un agua,
es un soñar, el agua, cristalino.
La realidad disfraza
su propio sueño, y dice:
«Yo soy el sol, los cielos, el amor».
Pero nunca se va, nunca se pasa,
si fingimos creer que es más que un sueño.
Y vivimos soñándola. Soñar
es el modo que el alma
tiene para que nunca se le escape
lo que se escaparía si dejamos
de soñar que es verdad lo que no existe.
Sólo muere
un amor que ha dejado de soñarse
hecho materia y que se busca en tierra.

§

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno.Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l’acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
“Io sono il sole, i cieli, l’amore”.
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l’anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

PEDRO SALINAS Y SERRANO

Published in: on giugno 14, 2017 at 07:07  Comments (4)  

La prima volta di Raffaele

Ci perviene una comunicazione oltremodo gradita: si tratta dell’ennesimo riconoscimento conferito ad un  poeta del nostro Cantiere. L’amico Raffaele Saba ci informa di essersi aggiudicato il secondo premio nella sezione poesia in lingua alla seconda edizione del Premio “Ecce Homo” poemi sacri e religiosi organizzato dall’Associazione Socio-Culturale “Club della Poesia”, la cui cerimonia di premiazione si terrà prossimamente a Cosenza. E’ con particolare piacere che registriamo questo ennesimo evento, anche perchè si tratta del primo successo di Raffaele, cui farà certamente seguito  una lunga serie di affermazioni letterarie. Siamo felici di potervi proporre qui di seguito il brano vittorioso “Masiakh” , e tributiamo tutti insieme all’amico poeta l’applauso che sicuramente merita!

§

Masiakh

Mi ritrovai tra le perdute genti
in primavera mentre sboccia il fiore,
goccia di brina che cantava al sole,
nel mare di tempesta anela amore.

Scarlatto colore sangue il mantello
giocato ai dadi come fato avverso,
corpo mio piagato dalla frusta,
per mano di soldato centurione.

Irte spine coronano la fronte
cingono come spire di serpente,
ecco l’Uomo, lo Spirito oltraggiato,
Re del mondo deriso dalla gente.

Alito di vita, soffio di vento
la tua presenza mi sostiene accanto,
il greve legno soffoca il respiro,
lo sguardo perso oltre l’universo.

Santo Cireneo senza volere
hai sollevato il peso ed il dolore,
trascinando me con la mia croce,
pregna di sangue polvere e sudore.

Chiodi di ferro han lacerato i polsi
piedi feriti sopra un piedistallo,
una pietosa lancia squarcia il petto,
sin che la lama entrando tocca il cuore.

Di lutto il cielo e tutto si riveste
in meriggio amaro senza sole,
sono come acqua viva di sorgente,
diventa fiume e torna mesta al mare.

Sento perir la vita e prego al cielo
non per raccomandare il cuore mio,
ecco l’Uomo che hai donato loro,
chiedo la clemenza e il tuo perdono.

La polvere nel cuore il sangue vivo
morto son io per salvarne molti,
eppur in questa atroce sofferenza,
come una quercia mi ergo al Padre mio.

 

Raffaele Saba

 

Published in: on giugno 14, 2017 at 07:01  Comments (16)  

Rinascita

Passa l’inverno
diadema di lacrime
in primavera.

Piero Colonna Romano

Published in: on giugno 14, 2017 at 06:59  Comments (8)