Rumore di fondo

Mi chiedi sempre cos’è che spinge l’acqua
in brevi salterelli fino alla riva
e ai piedi.
Mi chiedi quello che non conosco
il volto al vento, le dita piccoline dell’aria
e lo sai bene. Ma è tenero ti finga quel poco ragazzina
così, per farti fare una corte sempre nuova.
Perché da quella volta hai cambiato faccia e vita
ti sei riempita tutta di efelidi e peluria.
Sei stata bene fino ai cinquanta.
Vieni, dunque
a chiedermi le cose minuscole e importanti
e quelle gigantesche senza risposta alcuna.
Mettiti bene di fronte a questo sole
voglio l’incendio a navi nemiche; ché sei lente
a te attraverso vedo la Storia fatta insieme.

Massimo Botturi

Published in: on giugno 15, 2017 at 07:46  Comments (5)  

Versi per un gatto persiano

LINES TO A PERSIAN CAT

The songsters of the air repair
To the green fields of Russell Square
Beneath the trees there is no ease
For the dull brain, the sharp desires
And the quick eyes of Woolly Bear.
There is no relief but in grief.
O when will the creaking heart cease?
When will the broken chair give ease?

Why will the summer day delay?
When will Time flow away?
.
§
.
I cantori dell’aria si rifugiano
Nei prati verdi di Russell Square.
Sotto gli alberi là non v’è riposo
Per il cervello ottuso o i desideri acuti
E gli occhietti vivaci dell’orso lanoso.
V’è sollievo soltanto nel dolore.
Oh quando finirà lo scricchiolio del cuore?
Quando la sedia rotta ci riposerà?
Perché tanto si indugia il giorno estivo?
E quando, quando il Tempo scorrerà?
.
THOMAS STEARNS ELIOT
Published in: on giugno 15, 2017 at 07:16  Comments (3)  

Notturno sull’Arno

Si sfrangia la sera

nel tramonto riflesso

sulla collina,

nello specchio dorato del fiume

s’infrange mite il ricordo.

S’attarda il cuore sospeso,

lenti declivi rilasciano

morbide ombre.

Notturno di pace

che evoca il canto

sperduto delle smembrate

sorelle Pleiadi,

strani ricami nel cielo

evocano fiabe per grandi e piccini,

narrate ad effetto.

Dal greto argentato dell’Arno

affiorano strane creature,

ninfee luminose regalano

voce di luna e si fanno

fruscio di vita sospirata.

Oltre lo sguardo si sperde

il gemito a lungo trattenuto,

sulla riva opposta in chiara evidenza

l’assurda testimonianza

della vita sfatta, gettata ai margini:

un uomo che dorme

e forse spera di non svegliarsi

accanto poche cose

in mano una spada a forma di croce.

Si spezza all’istante l’incanto,

torna la rabbia

a soffiare nel sepolcro infranto.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on giugno 15, 2017 at 07:12  Comments (17)  

L’assenza di Dio

Odio coloro che hanno certezze,
che sperano
in un mondo migliore.
Odio la loro sicurezza
e la loro speranza
che dopo la morte
vi sia una vita migliore.
Questi maledetti bastardi
mi beffeggiano con la loro fede,
sembra guazzino
nella palude delle mie incertezze
e ridacchiano volgarmente
alla mia razionalità
ed alla mia convinzione
sulla divinità del nulla.
Ed anche questo loro Dio
sembra mi guardi
e mi irrida
quasi a convincermi
che anche dal nulla
può derivare pace e conforto.

Salvatore Armando Santoro 

Published in: on giugno 15, 2017 at 06:51  Comments (4)